

La provocazione: “fermiamo la Nuvola di Fuksas”. Insorge l’Italia dei Diritti
È polemica a Roma dopo i recenti tagli alla riabilitazione previsti dalla Regione Lazio e il mancato adeguamento dei finanziamenti comunali agli aumenti Istat. Moltissime sarebbero infatti le strutture di fisioterapia e di intervento socio-assistenziali della capitale a rischio chiusura per mancanza di fondi, lasciando così senza assistenza centinaia di persone disabili.
La denuncia arriva da “Casa al Plurale”, “Roma città reciproca” e “Unione delle comunità di tipo familiare”, associazioni che insieme rappresentano un centinaio di case famiglia per persone disabili sul territorio di Roma. I fondi messi a disposizione dal Campidoglio sono infatti esigui per garantire un’adeguata assistenza a bambini e disabili. Le tre realtà in conferenza stampa lanciano l’allarme evidenziando “l’assoluta inadeguatezza dei fondi regionali e comunali e la mancanza di programmazione pluriennale per l’assistenza di disabili, minori e altre persone in difficoltà”.
A suscitare particolare scalpore è stata la proposta-provocazione arrivata da “Casa al Plurale” di bloccare il cantiere “Nuvola” di Fuksas, il nuovo centro congressi dell’Eur che dovrebbe essere pronto per il 2012 – costo dell‘operazione 270 milioni di euro – e recuperare i fondi necessari ad evitare il collasso. In particolare, l‘associazione “Casa al Plurale“ osserva: “Adattare le rette alle esigenze degli ospiti costerebbe al Comune di Roma circa 5 milioni di euro all’anno. Ovvero un pezzettino della Nuvola di Fuksas. Con tutta la struttura, le case famiglia potrebbero continuare a vivere altri 54 anni”. Preoccupanti le cifre: a conti fatti sarebbero infatti oltre 300 i disabili ospiti nelle case famiglia e oltre 500 tra minori, adolescenti, poveri e persone con disagio che corrono il rischio di perdere la loro assistenza.
Sull’emergenza è intervenuto anche Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, che attacca con toni polemici: “Strutture come queste hanno il diritto di insorgere di fronte a questa assurda manovra economica che stanno portando avanti la Regione e l’amministrazione comunale di Roma, che privilegiano le caste e non pongono attenzione nei confronti dei soggetti più svantaggiati che per primi hanno bisogno del sostegno da parte delle politica e delle istituzioni che dovrebbero rappresentare il cittadino”.
La richiesta è quella di adeguare le rette che vengono elargite alle associazioni per l’assistenza ai disabili nelle case famiglia: ad oggi, la quota erogata dal Comune di Roma è di 97 euro (127 per i disabili più gravi), mentre secondo le associazioni sarebbero necessari 206 euro per i casi più semplici e 272 per quelli più complessi.
Concludono le associazioni: “La crisi non deve colpire i più deboli. Una città solidale e accogliente è una città che sa ripartire dagli ultimi e mettersi al loro servizio. Ma non servono le belle parole, ci vogliono i fatti. E agire significa stanziare fondi, finanziamenti, dare sostegno.” La speranza è che chi di dovere recepisca il messaggio.
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