

Il corteo del 31 ottobre contro la violenza e per ribadire il proprio spazio
Sabato 31 ottobre gli attivisti del centro sociale Horus di piazza Sempione si sono mobilitati per protestare contro la brutalità e la paura che hanno fatto da protagoniste in questi ultimi giorni a Roma.
Questa manifestazione si inserisce in una settimana terribile per Roma, che ha visto la tragica morte di Stefano Cucchi – sulla quale si sta ancora indagando – e l’aggressione di un ragazzo trentenne a Ostia al grido di “frocio comunista” che aveva solo la colpa di non essere vestito come gli altri.
“L’obiettivo principale – spiega Luca Blasi, uno degli organizzatori del corteo e attivista dell’Horus – è ribadire lo spazio occupato più volte sgomberato, in una città che si sta rivelando mostruosa, abitata cioè da mostri che sono poi quelli che la governano con la paura e con il manganello, e ciò che si è verificato negli ultimi giorni racconta il clima politico e culturale che si respira in città”.
Il 21 ottobre 2008 il centro sociale Horus era stato sgomberato da un imponente schieramento di forze di polizia o, come lo ha definito la Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani, da un esagerato commando in tenuta di guerriglia.
Il 12 dicembre dello stesso anno lo spazio fu nuovamente rioccupato affinché fosse un reale spazio pubblico aperto di discussione e di iniziative culturali.
“Non spegni il sole se gli spari addosso! Horus comunque. Liberiamoci dalla crisi”: questo lo striscione che campeggia sopra la sede dell’Horus e che testimonia la volontà del centro di essere uno spazio dedicato a tutti. “Fermare lo sgombero dell’Horus perché le battaglie portate avanti per la casa, il reddito e la cultura libera sono gli antidoti migliori contro la violenza e la paura che si sta scatenando a Roma”, continua Luca, che fa anche parte dei Blocchi Precari Metropolitani.
“Avere quartieri che non sono dormitorio, avere luoghi che sono luoghi di socialità a prezzi accessibili per tutti. L’Horus occupato non è solo la sede di piazza Sempione ma anima anche tutta una serie di case occupate, anima una palestra popolare dedicata a Valerio Verbano. È un luogo che ha creato rete in un quartiere dove fondamentalmente non c’è mai stato niente. Tutto questo a costo zero per l’amministrazione”.
Il centro sociale gode del sostegno del consigliere comunale Andrea Alzetta, Presidente del Gruppo Consiliare la Sinistra – l’Arcobaleno e il consigliere provinciale di Sinistra e Libertà, Gianluca Peciola, nonché di Peppe Mariani, Presidente della commissione regionale lavoro e politiche sociali e giovanili, il quale, già lo scorso anno non aveva condiviso la decisione del Campidoglio sullo sgombero, dichiarando espressamente che “è un segno evidente che in questa città i luoghi di aggregazione non sono tollerati. Ma la socialità tra giovani e il fermento culturale che è sempre esistito deve avere spazi e luoghi appropriati”.
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