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Marco, giovane sbandato, adottato dagli abitanti di piazza Aruleno Celio sabino

Quali le cause? Difficile stabilirlo. Se si mira a trovare un capro espiatorio su cui agire, una ricetta che possa andare bene per tutti, si corre il rischio di banalizzare il fenomeno, di non considerare contesti e persone.

Le cause sono molte e forse nessuna, presa in maniera isolata, come la storia di Marco, il giovane barbone di Piazza Aruleno Celio Sabino, è in grado di spiegare cosa si nasconda dietro comportamenti autodistruttivi, aggressivi e poco rispettosi per se stessi e per gli altri.

Questo approccio prende spunto dalla considerazione che l’identità di ciascuno di noi non si forma semplicemente rielaborando informazioni ed esperienze sociali, ma si costruisce nell’interazione quotidiana con singoli soggetti e contesti.

Il rapporto di Marco, il nostro protagonista di 20 anni, con la sua famiglia è parte preponderante di questo disagio.

Padre italiano, madre polacca, Marco da cinque anni vive allo sbando, dopo aver lasciato la sua casa d’origine a Milano, a seguito di una violenta lite con suo padre, soggetto violento e manesco, cercando rifugio nella nostra città.

Marco, al momento, tenta di arrangiare il pranzo con la cena, facendo piccoli lavoretti come garzone di bottega in un bar all’Anagnina, in questi ultimi mesi il suo letto è una delle panchine di piazza Aruleno Celio Sabino.

Fortunatamente la solidarietà degli abitanti della piazza allevia il disagio che Marco sta vivendo con piccoli aiuti come, indumenti, un sacco a pelo per proteggersi dai primi freddi notturni, pochi spiccioli per la colazione al mattino.

Attraverso queste righe ci auguriamo che i servizi sociali di competenza possano dare un aiuto concreto a chi, inspiegabilmente, si trova a dover lottare per sopravvivere e rischiare con la propria pelle alla violenza di un padre-padrone, ad una madre succube, e all’inefficienza dei servizi preposti a tutelare situazioni di miseria e violenza che si consumano giornalmente, ancora oggi, trà quattro misere mura domestiche.

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