

Aiuti a famiglie e Pmi per risolvere problema alla radice
Il sostegno famiglie e lavoratori serve anche a combattere le mafie. Questo il monito del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che ha ricordato il binomio sempre più stretto tra organizzazioni criminali e disagio economico. Famiglie in crisi, lavoratori in cassa integrazione, precari, disoccupati, ma anche commercianti e grossisti stanno scivolando nel baratro dell’usura, senza freni o resistenza alcuna.
Perché succede? Perché le banche stringono sull’accesso al credito, prima di tutto. Lo ripetono da mesi i banchieri: il rischio aumenta e dunque le possibilità di erogazione di credito e mutui diminuisce. E a nulla sembra valere la cosiddetta manovra di Governo che, più che andare incontro alle piccole e medie imprese e all’economia relae, sembra manna dal cielo per gli istituti bancari, che puntano i piedi: sono loro, ricordano infatti, a decidere per chi si apriranno i rubinetti. E così migliaia di famiglie restano d’improvviso a secco e da qui a cadere nella rete dell’usura il passo è breve.
“Abbiamo un fondo di 10 milioni di euro per la lotta all’usura, ma il problema va risolto alla radice”, ha continuato Marrazzo, “ci aspettiamo misure straordinarie dal Governo”. Le organizzazioni criminali, infatti, si fanno strada sempre più facilmente nel mondo del commercio e tra le mura domestiche, disponendo di molta liquidità da “investire”. È il deputato Franco Laratta (PD), membro della commissione parlamentare antimafia, a parlare: “le mafie stanno acquistando azioni, approfittando della congiuntura sfavorevole, e penetrano con facilità nelle piccole e medie imprese e questo – continua – porterà irrimediabilmente ad un aumento di truffe, rapine, criminalità di strada, violenze, minacce e ricatti”. Inoltre, aggiunge Laratta, se passerà la nuova legge sulle intercettazioni, il lavoro delle Forze dell’Ordine sarà ancora più impegnativo e lento.
Occorre dunque concentrarsi partire dalla base per risolvere il problema, ha detto Piero Marrazzo. Il sostegno alle famiglie – come anche il reddito minimo introdotto recentemente dalla sua amministrazione – è l’unica strada realmente percorribile per contenere efficacemente il problema. Se le famiglie, i commercianti, gli industriali, riuscissero a sopravvivere con minori difficoltà, grazie all’ingerenza dello Stato e degli Enti locali, ne uscirebbero sicuramente indenni, e le mafie gravemente amputate. Ma per fare questo occorre stare vicino prima di tutto al mercato reale, quello che produce tutti i giorni, dove gli operai “spingono” otto ore e tornano a casa con le mani sporche. E, allo stesso modo, stare vicino alle famiglie, consumatrici e fruitrici di prodotti e servizi, ormai drasticamente ridimensionati.
La ricetta la conoscono tutti ma ne parlano pochi: ripartire dal concetto, riscrivere qualche regola, redistribuire il benessere. Prima che lo facciano le mafie. Prima dell’abisso.
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