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Marrazzo: la sicurezza impone coesione, a tutti dico: stop alla politica delle pugnalate

Un'interessante intervista del Presidente della Regione a Il Messaggero

Piero Marrazzo, presidente della Regione, non vuole scimmiottare il centrodestra rendendo pan per focaccia sulla sicurezza: l’omicidio Reggiani fu usato come una clava contro Prodi e Veltroni; gli stupri di questi giorni potrebbero vendicare l’offesa. Niente di tutto questo: «Non strumentalizzerò mai una violenza sessuale per fare polemica politica».

E c’è appena stato anche il caso di Guidonia…

«Sulla sicurezza Roma ha bisogno di coesione sociale e di politiche condivise. Quando si vuole operare una linea del rigore serve una forte condivisione: ho firmato prima i patti con Prodi, poi ho rinnovato il patto con Berlusconi, Maroni, Alemanno e Zingaretti».

Su quale linea?

«Si arresta chi commette reati, si giudicano, dove c’è la necessità, si espellono. E ci ho messo le risorse: da 5 milioni nel 2005, oggi i milioni per la sicurezza sono 30».

Lei parla di uno stile nuovo, in politica.

«Sì, io non amo fare passeggiate in campagna elettorale come è successo col caso Reggiani un anno fa. E’ accaduto allora, è purtroppo accaduto di nuovo oggi. Dobbiamo piuttosto porci il problema successivo, cioé la coesione. Vogliamo dire che per bonificare un’area bisogna anche saper integrare? La multirazzialità non pone solo problemi di violenza».

Dunque, che propone?

«Credo che Roma potrebbe essere un modello nel quale la politica si domanda: avendo visto che le campagne sono sempre state strumentali però poi i problemi restano, non sarebbe meglio che maggioranza e opposizione si confrontassero? Sicurezza, politiche istituzionali, rifiuti: i temi da condividere sono tanti».

Lei spinge il Pd al dialogo.

«Ieri mi sono chiesto: ora scatterà nel Pd la voglia di revange e la destra si chiuderà a riccio. Ma il tema delle sicurezze, della paura dei cittadini, della giustizia resterà irrisolto. In questo Paese la politica cresce facendo un passo indietro, rinunciando alle strumentalizzazioni mediatiche. Meglio chiedersi: perché Roma non è ancora sicura?».

Come sta Roma?

«La micro criminalità diminuisce ma cresce quella del crimine organizzato. Chiediamoci allora come mai le mafie arrivano a comprarsi un locale storico in via Veneto. Confrontiamoci sulle soluzioni. La politica sterile fa di noi un Paese lento. Per guadagnare qualche voto avrei potuto dire ad Alemanno: visto?, hai gli stessi problemi di Veltroni. Ma non è così che la politica cresce. Basta con la politica della fuffa».

CLAUDIO RIZZA

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