Martufello: il “comico burino” che ama Roma

Intervista con il popolare attore di Sezze, che è stato impegnato fino al 15 giugno al Teatro Manzoni. Tra breve inizierà la “tournée di piazza”
di Riccardo Faiella - 16 Giugno 2008

Dai piccoli locali di provincia alle feste di piazza, da lui tanto amate. Ne ha fatta di gavetta Maurizio Maturani, in arte Martufello, un soprannome che nel dialetto di Sezze, dove è nato, in provincia di Latina, identifica un bambino molto vivace, birichino.

Poi un giorno un importante incontro, vero?

«Ho incontrato Pierfrancesco Pingitore e Mario Castellacci – racconta Martufello – che alla metà degli anni sessanta fondarono la Compagnia del Bagaglino. Ora purtroppo Castellacci non c’è più. Era il 1978-79 e da allora non ci siamo più lasciati. Siamo stati per ventotto anni al Salone Margherita e insieme abbiamo fatto ventun’anni di televisione. Successivamente anche diversi film e fiction. Quest’anno, per la prima volta, ho concluso la stagione in teatro, qui al Manzoni. Il merito è del regista Silvio Giordani, che ha battuto con insistenza la mia titubanza, e del direttore artistico del teatro, Pietro Longhi».

Perché, non volevi farla?

«Sai – confessa – Questa commedia, I casi sono due, è stata scritta nel 1941 dal grande Armando Curcio ed è stata interpretata per la prima volta da Peppino De Filippo. Successivamente fu ripresa da altri due eccezionali interpreti, i fratelli Giuffrè. Per questo ero un po’ restio. Poi alla fine mi hanno convinto. E meno male, perché ha avuto successo ed è piaciuta a tutti. Anche ai miei amici che sono venuti a vedermi, da Oreste Lionello a Pingitore».

Il genere, naturalmente, comico, l’unico che ti senti veramente di fare. Ma se un regista cinematografico o teatrale ti chiamasse per un ruolo drammatico, accetteresti?

«Certo! Io non ricevo molte attenzioni da parte del cinema, ma se mi propongono una parte seria in un film o anche in teatro, la interpreterei senza indugi».

Per il momento stagione finita.

«Quella al chiuso la riprenderò in autunno, sempre al Salone Margherita. Ma adesso comincio la stagione all’aperto, con le feste di piazza a cui sono tanto affezionato. Amo il contatto diretto con la gente».

Qual è invece il tuo rapporto con Roma, la vorresti un po’ più paese come la tua Sezze?

«Ma Roma è già un paese. Io abito poco fuori, ma non vedo l’ora di venire nella capitale. Mi piacerebbe abitare all’Eur».

Hai un hobby?

«Ne ho uno: collezionare tutto quel che riguarda la mia carriera».

Un sogno nel cassetto?

«Lavorare sempre».

In questo caso, auguriamo a Martufello di raccogliere ancora tantissimo materiale per la sua personale collezione.

www.martufello.it

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