

Ora prosegue la sua preparazione per la ultra maratona London to Brighton
I complimenti fanno sempre piacere. Fanno doppiamente piacere se poi vengono da Londra e da un atleta romano, Massimiliano Monteforte,, che ha vinto domenica 24 luglio la dura Maratona di Stevenage e il 9 luglio si è classificato secondo in un 1000 (con ben 2.500 partecipanti) in Hyde Park.
Ma ecco il messaggio di Monfeforte: “Caro Direttore, ti scrivo per farti sapere che ho molto apprezzato la nuova veste grafica del tuo giornale. Ora è veramente carina, facile da consultare e piena di notizie interessanti. Sicuramente lo era anche prima ma era un po’ noioso avere quella infinita serie di articoli uno sotto l’altro. Complimenti è veramente molto ben curato.
Vista poi la piacevole occasione di sentirci ti informo sulle mie ultime avventure podistiche nella "mia" personalissima Inghilterra. Sabato di due settimane fa e ti prego di non prendermi per pazzo, ho corso un 1000 in Hyde Park valevole per il Grand Prix del Club del Serpentaine… (2500 iscritti al Club) volevo comunque partecipare anche se il giorno dopo dovevo correre una maratona, perché vorrei vincere l’ambito titolo alla fine delle 4 prove. Ti dico subito che non ho vinto ma che sono arrivato secondo ma che ho realizzato, con il freno a mano tirato un buon 2.43. Domenica poi ho partecipato alla maratona di Stevenage beh… HO VINTO!!! Seguendo anche i tuoi consigli che mi avevi offerto nella nostra "ultima" cena. La maratona si chiama: FAIRLANDS VALLEY CHALLENGE 2005. Il tempo che ho realizzato penso ti farà capire quanto sono dure qui le gare: 3 ore 41’ 00" … sì sì hai letto bene, era una gara durissima, completamente off road, praticamente 26.2 miglia di campestre, con un’infinità di salite ed addirittura con la mappa da leggere e guardare lunga ben 4 fogli A4. E’ stata comunque un’ esperienza bellissima perché ovviamente io non sapendo leggere bene dovevo sempre seguire con un occhio il primo, quello piu’ forte, ma dovevo seguire con l’altro occhio anche quello che a mio avviso era il più bravo a leggere la mappa e quindi mi sono trovato in più di un’occasione a dover poi tirare come un matto per riprendere qualcuno che azzeccando il vialetto giusto nel bosco riusciva a passarmi avanti. Non posso dire che era una gara di orienteering perché non avevamo la bussola ma certo è stata dura. Non avevo mai corso così tanto, comunque mi avvicino a piccoli passi alla mia London to Brighton di 86 km del prossimo 2 ottobre”.
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