

Il presidente del VII: Collaborerò con il nuovo sindaco, ma sono curioso di vederlo all'opera su sicurezza, prostituzione e decentramento
L’unico candidato di centro sinistra che ha resistito all’ondata di centro destra dei ballottaggi è stato senz’altro il presidente del VII municipio, riconfermato nel suo incarico, Roberto Mastrantonio, ancora provato da una dura battaglia elettorale.
“Mi sento un sopravvissuto – confessa con umorismo – e nel nostro municipio ci sono dati ed elementi che meritano di essere meglio analizzati. La campagna della destra è stata particolarmente forsennata e virulenta soprattutto in materia di nomadi e di sicurezza. Siamo riusciti a rintuzzarla grazie alla rete che abbiano saputo costruire sul sociale, basata sui valori dell’integrazione e della difesa dei più deboli. Sono particolarmente curioso di vedere all’opera il nuovo sindaco e il nuovo governo Berlusconi su come governerà i fenomeno dell’immigrazione, della prostituzione e della sicurezza. Intendiamoci, da parte mia ci sarà la massima collaborazione con il nuovo sindaco su questi temi sui quali del resto eravamo già impegnati. Attendo con fiducia anche dei segnali importanti in tema di partecipazione e di decentramento di poteri reali e di risorse nei confronti dei Municipi. Nel patto per Roma del centro destra c’è la trasformazione dei municipi in Comuni metropolitani con uno statuto speciale per la Capitale. Su questo come su altri impegni il tempo sarà galantuomo e quindi vedremo cosa saprà fare Alemanno, Bossi permettendo.”
Per quanto riguarda la pesante sconfitta del candidato del centro sinistra nel ballottaggio per il comune di Roma nel VII municipio (con un distacco di oltre 7 punti di Alemanno su Rutelli) e viceversa il la vittoria nello stesso territorio sia di Zingaretti che di Mastrantonio il presidente ha dichiarato: “Gli elettori hanno scelto caso per caso le persone. Quella di Rutelli si è rivelata come una candidatura poco indovinata e il messaggio di Alemanno ha prevalso sul suo, cosa che non è avvenuta sia per Zingaretti che per me.”
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