Il rosmarino per una memoria da elefante. La spezia dalle mille proprietà

Contrasta i radicali liberi, difende le cellule cerebrali, fa bene agli occhi e al sistema cardiovascolare; contiene potassio, ferro, vitamina C, rame, calcio, magnesio, vitamina A, vitamine del gruppo B e il manganese utile contro il cancro. Non solo, regolarizza il tratto gastrointestinale, migliora l'umore, è un buon diuretico, aiuta il fegato. Sconsigliato in gravidanza e a epilettici e ipertesi
Dott. Emanuele Fanella, Biologo Nutrizionista - 1 Dicembre 2017

Studiosi dell’Università di Northumbria, in occasione del “British psychological Society’s Annual Conference”, hanno evidenziato che l’odore del rosmarino aiuta la memoria.
La fragranza, difatti, potrebbe essere utile per combattere non solo la distrazione, ma anche la perdita di memoria tipica dell’età senile, insomma il rosmarino ci avvicina ai simpatici pachidermi, almeno un poco

Il rosmarino è una della spezie maggiormente utilizzate in qualunque settore date le sue eccellenti proprietà: dalla cosmetica alla medicina, al settore alimentare, per insaporire e conservare gli alimenti. Ne basta una quota molto bassa del suo olio essenziale per rendere i piatti più appetibili e migliorarne la conservabilità. Non solo! Grazie alle sostanze in esso contenute, il rosmarino ha diverse funzioni benefiche sul nostro organismo. Vediamo quali. E’ in grado di contrastare i radicali liberi, ritardando l’invecchiamento cellulare e rafforzando sia la barriera antiossidante, normalmente presente nel nostro organismo, sia le difese immunitarie.

Secondo la rivista scientifica Cell, tale azione è esplicata dall’acido carnosico in esso contenuto. Questo acido genera una nuova cascata di segnalazione che difende le cellule cerebrali dai danni dei radicali liberi, osservato negli ictus e in altre malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson o di Alzheimer.

Un altro studio condotto da un team di ricercatori del Sanford-Burnham Medical Research Institute, in Florida, e pubblicato sulla rivista scientifica «Investigative Ophthalmology & Visual Science», ha risaltato l’effetto curativo dell’acido carnosico per la salute degli occhi. Esso, infatti, è in grado di contrastare la degenerazione maculare senile, una patologia che colpisce la parte centrale della retina.

E’ un valido aiuto per il buon funzionamento del sistema cardiovascolare, sia in termini di circolazione sanguigna, sia nella riduzione della placche ateromasiche. Difatti una tisana al rosmarino tiene a bada i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, principali fattori scatenanti la formazione delle placche.
Grazie al contenuto di potassio, il rosmarino aiuta nel controllo della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.

E’ un ottimo alleato in caso di anemia, dato che è un’ottima fonte di ferro (6,7 mg su 100 gr di prodotto), minerale cardine dei globuli rossi.

Il suo contenuto di vitamina C coadiuva la sintesi del collagene, sostanza che dà una protezione ottimale ai vasi sanguigni e consente l’assorbimento del ferro.

Oltre al ferro, il rosmarino è ricco di tantissime sostanze nutritive, tra cui rame, calcio, magnesio, vitamina A, le vitamine del gruppo B, come l’acido pantotenico, piridossina, riboflavina, folati, essenziali per la sintesi del DNA e per le donne subito prima del concepimento, poiché aiuta a prevenire i difetti del tubo neurale nei neonati.

Tra questi spicca anche il manganese, un minerale da un notevole potere antiossidante e protettivo contro il rischio di sviluppare il cancro.

Altra eccellente proprietà del rosmarino è quello di migliorare l’umore, riducendo lo stress nei soggetti che soffrono di stati d’ansia o stress cronico con conseguenti squilibri ormonali.

Usato anche come rimedio naturale, in caso di problemi di stomaco, costipazione, gonfiore e diarrea, il rosmarino aiuta a regolarizzare il tratto gastrointestinale.

Inoltre è un buon diuretico, contribuendo ad eliminare le scorie accumulate, esplicando anche un’azione depurativa del fegato.

In una recentissima review, si evidenzia come gli effetti dei composti attivi di questa spezia, siano capaci di migliorare la sindrome metabolica.

Infine, ma non meno importante, il rosmarino ha effetti sulla mente!

I ricercatori della Rutger University, in USA, hanno dimostrato l’efficacia del rosmarino nell’attivazione dei processi di logica, nell’area di sviluppo del pensiero creativo.

Quindi perché non integrarlo nella nostra alimentazione e nelle nostre pietanze?

Chi non dovrebbe mangiare rosmarino

Attenzione però! Anche se non esistono particolari effetti collaterali significativi, il consumo di tale spezia è sconsigliata in caso di gravidanza, epilessia ed ipertesi.

Questi consigli sono validi e diretti a una popolazione sana. Ogni individuo dovrà seguire un regime appropriato secondo le sue esigenze e il suo fabbisogno nutrizionale.

Per approfondimento: https://www.facebook.com/BONUMVITAENUTRIZIONE

Dott. Emanuele Fanella, Biologo Nutrizionista


Commenti

  Commenti: 2

  1. Giovanni Pellegrini


    Posso dire che sono scettico? A parte che non si citano pubblicazioni scientifiche in merito, da soggetto anemico per malassorbimento del ferro dubito di tutti i vegetali millantati come fonte di questo minerale, perché il ferro vegetale ha una scarsissima biodisponibilità (non viene assorbito), e un’affermazione falsa mi fa mettere in dubbio la veridicità delle altre, se non comprovate da studi seri

    • Dott. Emanuele Fanella


      Buongiorno, ci sono molti pregiudizi sulle scelte alimentari che privilegiano il Ferro. Non è vero, ad esempio, che gli spinaci garantiscono un alto apporto di ferro.

      In generale, tutto il ferro contenuto nei vegetali è meno disponibile, perché legato a proteine indigeribili tranne che per i mammiferi provvisti di rumine e quindi capaci di digerire la cellulosa e perché complessato con sostanze – come i fitati – che ne riducono l’assorbimento.
      Pertanto gli alimenti con maggior contenuto di Ferro assorbibile sono compresi tra quelli di origine animale. Detto questo pero’, l’utilizzo giornaliero di alimenti vegetali contenenti ferro alla lunga posso solo giovare al soggetto anemico poiché’ anche se minimo l’assorbimento c’e’.
      Per quanto riguarda le fonti, mi sono documentato su: “Fitoterapia. Guida all’uso clinico delle piante medicinali di Fabio Firenzuoli, Professore di Fitoterapia Clinica, Universita’ di Firenze.
      Un caro saluto.

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