Menù regionali nelle scuole comunali

Ed è ancora polemica
A.M. - 29 Gennaio 2010

Dopo le polemiche sui menù etnici e quelli quaresimali, torna in primo piano  il dibattito sui cibi somministrati dalle mense scolastiche. Questa volta a far discutere è stata l’introduzione dei menù regionali nelle mense scolastiche delle scuole materne, elementari e secondarie di Roma. "Una volta al mese – fa sapere l’assessore alla scuola Marsilio – verranno proposti piatti tipici italiani, scelti da una commissione di esperti di ristorazione.

La novità, voluta dal Campidoglio e in vigore dal 28 gennaio 2010, non piace alla sinistra. In particolare, il consigliere comunale del Pd Paolo Masini accusa la Marsilio di rendere la scuola una specie di ‘caserma’ restringendo la mentalità della scuola e delle famiglie. "Mentre in passato – dichiara Masini – la giunta creava dei percorsi con i bambini sui paesi stranieri che si concludevano con la degustazione di altri piatti e di altri sapori, oggi invece assistiamo all´ottusa norma che vuole i menu solo made in Italy, una trovata provinciale che riporta Roma indietro di decenni".

“A difendere l’iniziativa del Campidoglio è Marco Giudici, consigliere del Municipio XVI del Popolo della Libertà. "Trovo pretestuose e irrispettose della nostra storia – dichiara – le polemiche sollevate dalla sinistra riguardo all’introduzione dei Menù regionali presso le scuole comunali. La presenza di menù alternativi deve rispondere innanzitutto alle esigenze dei bambini di mangiare piatti gradevoli al palato e facilmente digeribili, altrimenti l’unico risultato è quello di forzare e affaticare i bambini e di sprecare altissime percentuali di cibo altrimenti utilizzabile, così come è successo per i menù etnici, esperienza fallimentare promossa dalla giunta Veltroni”. “Con i menù regionali – prosegue -, i nostri bambini potranno apprezzare appieno le cucine locali e legarle alla geografia, alla storia, alla tradizione e al folklore delle nostre regioni. Tutti elementi uniti in modo indissolubile che fanno parte di quella cultura nostrana imitata tutto il mondo che solo la sinistra italiana snobba e disprezza, mancando di rispetto alla nostre radici storico culturali. Un’iniziativa lodevole quindi, che consente di far conoscere ai nostri bambini le culture di popoli che dalle Alpi al Mediterraneo hanno fatto grande il nostro Paese”.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti