

Mercoledì 22 febbraio presidio davanti al XIX Municipio degli operatori della Rete Onu
Antonio Conti, portavoce della Rete Nazionale degli Operatori dell’Usato (Onu), settore che rappresenta oltre 50.000 persone, commenta la chiusura del mercatino di Largo Sacconi a Roma, (che ha dato lavoro, per più di 13 anni, a circa sessanta persone), dichiarando che sono sempre gli operatori dell’ usato a dover pagare il prezzo più alto, mancando norme chiare nella regolamentazione del settore.
Dichiarando piena solidarietà agli operatori del mercatino di Largo Sacconi, angosciati e disperati in un momento di grande crisi economica e sociale per aver perso la fonte del loro reddito, assicura che, mercoledì 22 febbraio, sarà presente una delegazione della Rete Onu davanti alla sede del Municipio Diciannovesimo, in Via
Mattia Battistini 464 a Roma, per sostenere la giusta protesta degli operatori, che chiedono la riapertura del mercatino.
Antonio Conti ricorda, inoltre, che la rete Onu, associazione che, dal 22 novembre 2011, raduna gli operatori e gli organizzatori dei mercati storici e delle pulci, delle fiere e delle strade, delle cooperative sociali, delle cooperative di produzione lavoro, delle botteghe dell’usato, dei rigattieri e dei negozi in conto terzi, ha inviato una lettera aperta al Governo Monti oltre un mese fa, chiedendo per il settore, una normativa in ottemperanza alle indicazioni dell’Unione Europea, dal momento che, attualmente, c’è un vuoto di “regole” che “affligge l’intero comparto degli operatori dell’usato impedendo il riconoscimento specifico e, quindi, lo sviluppo di un’attività che offre al Paese esternalità positive sui terreni dell’ambiente, della cultura, dell’occupazione e dell’avviamento al lavoro dei soggetti deboli”.
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