Categorie: Sociale e Handicap
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Metropolitane ostili per i diversamente abili

Difficile soprattutto la situazione della linea A

"I dati emersi dall’indagine condotta da Cittadinanzattiva mostrano le contraddizioni di una città antica che vuole guardare al futuro, che vuole preoccuparsi della salute e delle esigenze dei suoi cittadini ma che è improntata a uno stile di vita frenetico e di fatto scarsamente rispettoso dei bisogni e dei ritmi dei portatori di handicap". Lo si legge in una nota del 23 marzo 2010 della viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti Antonella Sassone, in merito al monitoraggio condotto dall’Agenzia per il Controllo e la qualità dei servizi del Campidoglio, in collaborazione con l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic) e l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uic).

L’indagine è stata effettuata per verificare il grado di efficienza delle metropolitana di Roma nel rispondere alle esigenze dei diversamente abili. Dai dati emerge che se per la linea B sono stati fatti passi avanti, la linea A risulta pressoché inadeguata per quanto riguarda l’accessibilità alle stazioni.

A determinare il livello di giudizio "mediocre" è la mancanza di servizi igienici adatti, di ascensori, di parcheggi riservati e l’inadeguatezza dei percorsi necessari alla mobilità dei disabili.

"La stazione Termini e le altre fermate metro, i marciapiedi, gli autobus e i tram privi dei requisiti necessari, sono la vita quotidiana di queste persone e delle rispettive famiglie – continua Antonella Sansone – e di certo costituiscono un aggravamento alle loro condizioni di vita e un ostacolo alla lotta quotidiana per la normalità."

"Se nel 2010 si parla ancora di barriere architettoniche è evidente che qualcosa non ha funzionato e che Roma deve percorrere molta strada prima di diventare una capitale moderna e rispettosa dei suoi cittadini. Auspico – conclude la Sassone – uno sforzo congiunto da parte delle amministrazioni che vada al di là delle mode, degli spot elettorali e del colore politico. L’attenzione ai disabili ci deve coinvolgere tutti, prima di ogni altra cosa in quanto cittadini."

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