

Nella seduta del Consiglio del 4 marzo 2010
Sono le ore 15 del 4 marzo 2010 e il marciapiede antistante la sala consiliare del Municipio di Roma 6, ospita una inusitata manifestazione sindacale dei lavoratori della Pubblica Sicurezza con decine di agenti in attesa che il consiglio del municipio Roma 6 si riunisca per discutere una mozione tesa a chiedere al Sindaco, al Questore e al Ministero dell’Interno un intervento che potenzi e garantisca la permanenza del commissariato di torpignattara.
Intorno a loro tantissimi cittadini, chiedono notizie sul commissariato e manifestano tutta la loro solidarietà all’iniziativa.
Poco dopo inizia la seduta del consiglio municipale con una sala stracolma di cittadini e di operatori delle forze di polizia. L’unica nota negativa è rappresenta dall’esigua rappresentanza delle forze che compongono la minoranza nel parlamentino di piazza della Maranella (presenti i soli consiglieri del Pdl, Corsi,Politi,Verdecchia e Siviero) a contrastare gli interventi di una maggioranza compatta.
Prima dell’apertura della seduta è stata concessa la parola ai cittadini e ai rappresentanti dei lavoratori di Pubblica Sicurezza. Il primo a prendere la parola è stato l’ispettore di polizia Melito il quale parlando anche a nome dei cinquanta dipendenti del commissariato di Torpignattara ha sottolineato gli sforzi per garantire la sicurezza in un quartiere dove fino a qualche anno fa la criminalità prosperava nell’indifferenza generale. Ha denunciato la ormai cronica carenza di personale e dei sacrifici per garantire un impegno costante al servizio dei cittadini, sobbarcandosi spesso doppi turni di lavoro, sacrificando anche il proprio tempo libero e facendo lavoro straordinario molte volte non retribuito. Gli uomini del commissariato di Torpignattara, ha detto Melito, in questi anni si sono guadagnati sul campo la stima dei cittadini partecipando ad incontri con i centri anziani e con i ragazzi delle scuole al fine di mettere la propria esperienza nell’estenuante lotta al crimine, abbiamo vigilato con discrezione sulle tante iniziative socio culturali organizzate nel territorio del municipio 6 e i tanti cittadini intervenuti a sostegno dell’iniziatica, certificano inequivocabilmente quanto sono riusciti a seminare i 50 uomini del commissariato e l’alto tasso di fiducia conquistata.
Uno dopo l’altro sono intervenuti i rappresentanti sindacali del Consap, del Sup e del Sindacato di Polizia. Tutti si sono soffermati di aver appreso la notizia della chiusura del commissariato dagli organi di stampa e che non c’è nessuna giustificazione ad una operazione che tende a chiudere un commissariato spacciandola per una operazione di " ridistribuzione " delle forze di polizia sul territorio, semmai dicono, andrebbe rivisto il rapporto tra poliziotto ed abitante, che in periferia è di uno ogni 1300 abitanti, rispetto ai quartieri del centro dove, anche per la presenza di Consolati ed Ambasciate (oltre che ai potenti e vip) il rapporto e di 1 ogni 300 abitanti. La ridistribuzione, dicono gli operatori, non deve penalizzare la cittadinanza ed è loro intenzione continuare a lottare per evitare che una notizia apparsa sulla stampa, si trasformi poi in una chiusura silenziosa, come è già avvenuto per il commissariato di via dei Gelsi, a Centocelle.
Per i cittadini è intervenuto il sig. Leonardo Loche del circolo di Sel di via Prenestina, il quale ha rivendicato la necessità di mantenere il commissariato e di instaurare un tavolo di concertazione dove sia possibile discutere sui problemi reali della sicurezza. Ha consegnato al presidente del municipio Palmieri una petizione popolare a sostegno della permanenza del commissariato, sottoscritta in pochi giorni da oltre 4.000 cittadini e a lanciato la proposta di una verifica del patrimonio comunale, fatto di plessi scolastici, spesso parzialmente utilizzati e idonei ad un eventuale progetto di trasferimento del commissariato.
Dopo gli interventi degli operatori e dei cittadini abbiamo assistito ad un dibattito serrato tra maggioranza ed opposizione.
Da una parte i componenti della maggioranza che accusavano il governo di operare solo attraverso le annunciazioni di progetti che puntualmente si rivelano degli autentici bluff. Su tutti l’istituzione del poliziotto di quartiere e la nascita delle "ronde" e dall’altra il Pdl teso a giustificare l’operato del Sindaco Alemanno e il suo lavoro sui temi della sicurezza.
La mozione per chiedere la non chiusura del commissariato di Torpignattara è passata con il soli voti della maggioranza in quanto il Pdl chiedeva di inserire un emedentamento soppressivo della parte che denunciava l’inerzia del Comune sui temi della sicurezza e sugli impegni non mantenuti da parte del governo centrale come quelli sul poliziotto di quartiere e sul potenziamento delle strutture territoriali.
I cittadini comunque continuano nella raccolta delle firme a sostegno della permanenza del commissariato a Torpignattara.
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