

Il presidente Umberti e la vice Leobruni chiedono risorse straordinarie per scuole, infrastrutture e imprese: "Coperto solo il 2,5% dei danni, il territorio non può essere lasciato solo"
I segni della devastazione d’inizio anno continuano a pesare come un macigno sulla vita quotidiana e sull’economia del versante nord-est della Capitale.
Tra il 4 e il 6 gennaio 2026, una spaventosa ondata di maltempo ha sommerso ampie zone del Municipio IV, lasciandosi alle spalle una scia di allagamenti, attività commerciali messe in ginocchio ed edifici pubblici compromessi.
A mesi di distanza dall’evento catastrofico, il bilancio definitivo presenta un abisso finanziario insostenibile: 124 milioni di euro di danni stimati, a fronte di soli 3,2 milioni stanziati finora dal Governo.
È questa sproporzione a dita incrociate che ha portato il Presidente del Municipio IV, Massimiliano Umberti, insieme alla Vicepresidente Annarita Leobruni, ad alzare la voce davanti alla XII Commissione del Consiglio Regionale del Lazio, convocata su spinta della consigliera Eleonora Mattia per fare chiarezza sull’emergenza post-alluvione.
Le cifre portate sul tavolo della Commissione tracciano il profilo di un territorio fortemente ferito e privo dei mezzi necessari per rialzarsi con le sole proprie forze:
«I numeri parlano da soli e non ammettono equivoci — hanno rimarcato Umberti e Leobruni durante l’audizione —. A fronte di un impatto economico valutato in 124 milioni di euro, gli aiuti statali ammontano ad appena 3,2 milioni. Questo significa che il 97,5% delle perdite resta sulle spalle di residenti, piccoli imprenditori e casse locali. Non è un semplice divario contabile, ma una precisa questione di responsabilità istituzionale verso uno dei poli produttivi e tecnologici più importanti della Capitale».
Nel suo intervento, la vicepresidente Leobruni — che detiene la delega all’Edilizia scolastica — ha individuato nella messa in sicurezza dei plessi scolastici la priorità assoluta per il ripristino dei servizi essenziali:
«Ho ribadito la necessità impellente di destinare le prime risorse alla ricostruzione e al consolidamento degli edifici scolastici situati a ridosso delle aste fluviali — ha spiegato Leobruni —. Restituire a bambini, studenti e al personale scolastico ambienti certi e protetti è la condizione inderogabile per consentire alla nostra comunità di ripartire».
L’ondata d’acqua non ha risparmiato le arterie stradali, i sottoservizi e il distretto tecnologico della Tiburtina, compromettendo la continuità operativa di numerose aziende e provocando danni a catena su tutto l’indotto cittadino.
L’audizione ha comunque registrato un primo passo sul piano procedurale: l’avvio formale, coordinato dalla Protezione Civile regionale, della ricognizione ufficiale dei danni subiti da privati e attività economiche. Un passaggio obbligato per tracciare il perimetro dei ristori, che tuttavia rischia di trasformarsi in una formalità burocratica se non verrà scortato dallo sblocco di stanziamenti straordinari.
«Un municipio da solo non ha le risorse per affrontare un dissesto di questa portata — ha concluso Annarita Leobruni —. Il Municipio IV ha fatto la sua parte dal primo minuto dell’emergenza e continuerà a farla, ma ora la palla passa alla Regione e al Governo. Chiediamo risorse certe, scadenze verificabili e cantieri immediati, non generici impegni. Quando l’acqua si ritira, le responsabilità restano: il nostro territorio non può e non deve essere lasciato solo».
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