

Accolte molte delle istanze scaturite dal processo partecipativo dei cittadini
Cinque ore di discussione in un’aula gelida, moltissimi emendamenti e alcuni ordini del giorno approvati. La delibera sull’accordo di programma della località “quadrato” a Cinecittà est è stata approvata, il 14 novembre, a larga maggioranza con il 3 voti contrari, e 4 astenuti, dell’opposizione di centrodestra.
Il nostro giornale ha già dato conto più volte dei contenuti della nuova urbanizzazione prevista con i suoi 550 mila mc. collocati fra il grande quartiere e la via Tuscolana, attorno al terminal di Anagnina: un polo ospedaliero, un polo culturale con multisala cinematografica, abitazioni a ridosso di via Giulioli, attività artigianali e commerciali. Fin dall’inizio la preoccupazione dei cittadini delle associazioni ambientaliste, dei comitati di quartiere è stata quella di rendere sostenibile e vantaggiosa per tutti l’operazione concordata con il Comune di Frascati proprietario dei 35 ha dell’area.
Da qui alcune richieste principali: riduzione delle cubature previste, carattere pubblico della struttura ospedaliera, riduzione delle sovrabbondanti attività commerciali, migliore qualificazione dell’offerta culturale, di quella artigianale, diversa disposizione del polo ospedaliero e della multisala cinematografica, qualità architettonica con edifici a misura d’uomo, potenziamento dell’infrastrutturazione di mobilità. La delibera era già stata proposta nell’autunno dell’anno scorso, bella impacchettata e infiocchettata e approvata dal Consiglio municipale senza alcuna informazione preventiva e senza alcun processo partecipativo.
Questa “dimenticanza”, strana per un Municipio che è stato all’avanguardia della partecipazione, ha mosso la protesta dei cittadini e la richiesta di attivazione del processo partecipativo. Al Consiglio comunale la delibera è stata bloccata proprio l’ultimo giorno della scorsa consiliatura dall’attiva presenza in aula dei rappresentanti dei comitati di quartiere e della Comunità territoriale.
Per cui il laboratorio partecipativo avviato nel frattempo ha potuto lavorare proficuamente per 11 mesi elaborando proposte e suggerimenti che sono stati ampiamente discussi e illustrati nell’assemblea pubblica del 20 ottobre alla presenza di assessori e consiglieri e ora accolti dal Consiglio municipale di martedì scorso. Gli amministratori avevano già chiarito, durante il confronto, che la struttura sanitaria sarebbe stata pubblica e non “prevalentemente pubblica” come si era all’inizio proposto.
Mentre sulle cubature nella delibera votata dal Municipio si chiede che quelle senza un gestore economico definito (commerciali, artigianali) siano cancellate o sostituite con altre attività meno impattanti. Sulla riduzione richiesta dai comitati di quartiere si è respinta la proposta di meno 160 mila mc. avanzata dalla Comunità territoriale.
Il diniego è stato motivato dall’assessore Perifano con ragioni tecniche: c’è il pericolo – ha detto – dell’invalidazione da parte del Tar dell’accordo di programma che ha già ridotto di 200 mila i 750 mila mc. previsti originariamente e che tali potrebbero tornare ad essere a fronte di una riduzione unilaterale.
Ciò nonostante la proposta numerica è stata fatta propria da Rifondazione comunista che però, sebbene votata dai verdi e dall’opposizione di centrodestra con l’astensione del Presidente Medici, è stata respinta dalla maggioranza consiliare.
Sul tema riduzione si è poi approvato un ordine del giorno che fa propria la sentita esigenza pur senza darne una quantificazione. Insomma si è voluto dare un segnale politico lasciando alla trattativa fra Campidoglio, comune di Frascati e società “Astra Otto” vincitrice del bando di concorso per il progetto di urbanizzazione, la riduzione in questione.
Sempre sul tema cubature e loro destinazione è stato votato all’unanimità anche un emendamento, una sorta di “clausola dissolvente” e di garanzia, che impegna il Comune a ridiscutere l’intero “accordo di programma” ove venisse a decadere per esigenze di programmazione sanitaria regionale la realizzazione dell’ospedale che è il pilone principale attorno a cui ruota l’intero progetto di trasformazione urbana.
E anche questo ci dice che le preoccupazioni e le proteste dei cittadini, espresse fin dall’inizio sulla pesantezza e sostenibilità del progetto, non erano peregrine.
Insomma è impressione dei “partecipatori” che è stato fatto un buon lavoro che porta il segno tangibile dei cittadini di Cinecittà est e del territorio municipale. Quello votato, però, è complessivamente solo un parere. Ora tocca al Comune raccogliere i frutti di questa discussione collettiva. Quindi la battaglia continua a cominciare dalla riduzione delle cubature che tutti, a questo punto, dicono di volere ma che ancora non è stata acquisita. A scanso di equivoci i comitati di quartiere hanno già chiesto un’audizione alla commissione urbanistica comunale.
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