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Muore operaio Tav a viale della Serenissima

Aveva 44 anni ed è caduto da una scala il 1 settembre. E' la seconda vittima di quel cantiere

Durante il corso della mattinata del primo settembre un operaio ha perso la vita in un incidente all’interno del cantiere Tav, per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità, in viale della Serenissima. Renato Caputo, campano di 44 anni, è il secondo operaio che perde la vita all’interno di questo cantiere Tav, dopo che nell’ottobre del 2002 un suo collega era stato travolto da un convoglio ferroviario in transito.

Caputo stava lavorando, senza alcun sistema di ancoraggio, sul ponte della Serenissima ed è scivolato al suolo mentre tentava di sganciare un carico da una gru. A nulla è servito l’intervento immediato dei vigili del fuoco e di un’ambulanza, poiché l’operaio è atterrato sopra a dei tondini di metallo conficcati nel terreno, in attesa di costituire l’ossatura delle ultime parti mancanti della parete della galleria in costruzione.

Una morte orribile che richiama nuovamente l’attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro, così attuale in città, visto il numero ancora piuttosto cospicuo di decessi che avviene nei cantieri ogni anno. Il cantiere della Tav nel tratto di via della Serenissima/via Herbert Spencer è stato aperto nel settembre del 2001, ma nonostante sia passato tutto questo tempo appare ancora lontano il giorno in cui termineranno i lavori.

I rappresentanti sindacali denunciano come le norme di sicurezza vengano sistematicamente eluse per la fretta di concludere un’opera promessa da tanti anni e mai ultimata, e annunciano nuove forme di lotta dopo la giornata di sciopero del giugno scorso, indetta sul tema della sicurezza. Anche se a ben vedere sono quattro anni che gli operai lavorano in condizioni di sicurezza spesso precarie, senza alcuna protezione sul capo, con orari che alle volte superano decisamente la durata legale di una giornata lavorativa.

Nel 2002 a seguito del decesso di Vittorio Cipolla nello stesso tratto ferroviario le attività vennero sospese per alcuni mesi, ed il cantiere venne messo in sicurezza, ma evidentemente quanto è stato fatto non è stato sufficiente, visto che si continua a morire sul lavoro.

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