

Presso la centrale via Veneto, a pochi metri da due celebri fontane di Gian Lorenzo Bernini, c’è la chiesa seicentesca di S. Maria della Concezione, da sempre chiamata “I Cappuccini”. In questo luogo è possibile ammirare delle bellissime opere d’arte appartenenti al barocco romano. Per esempio: il San Michele di Guido Reni. Una delle più famose immagini religiose della storia. In questo dipinto, si mette in scena l’orrore di Satana e lo splendore di un arcangelo adolescente che lo sconfiggere. Una delle particolarità di questo quadro è che nel volto del diavolo sono ritratte le sembianze di un papa allora regnante.
Scendendo poi nella cripta, si può assistere a uno spettacolo incredibile: una sorta di mostra della dissoluzione corporale. Lungo cinque cappelle, gli scheletri e le ossa di circa 4000 frati cappuccini morti tra il 1627 e il 1870, in posizione eretta rivestiti di saio e cappuccio. Le pareti e le volte sono invece decorate con ossa e tibie disposte in allucinanti composizioni. Il San Michele e questo spettacolare Trionfo della Morte sono sufficienti a richiamare nella chiesa, quotidianamente piccole folle. Ogni anno, le stanze degli scheletri vengono visitate da circa 300.000 persone, nonostante il museo sia aperto poche ore al giorno. L’organizzazione delle stanze è artigianale, non ci sono strutture mussali, ne promozioni. I visitatori vengono qui solo perché lo strano luogo è menzionato nelle guide. Non si paga alcun biglietto. C’è solo un vassoio per le offerte.
Il Museo dei Cappuccini ospita una raccolta di opere d’arte e di oggetti dedicati a quell’aspetto tenebroso che del Seicento interessa tanto la gente moderna. Qui possiamo trovare mostre di documenti antropologici sui rapporti con la morte nel XVII secolo, materiale delle confraternite dedite ai trapassati, immagini devozionali, libri d’epoca sul tema della morte, maschere di cera.
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