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Musica e cabaret a Rebibbia per i bambini in carcere

Per il progetto 'Belli come il sole' che si occupa dei bambini di 0-3 anni reclusi nelle carceri italiane

Il 18 novembre con il patrocinio dell’XI Municipio di Roma, presso la sezione maschile di Rebibbia Nuovo Complesso si sono esibiti il gruppo musicale romano Ardecore e l’attore/cabarettista Stefano Fabrizi. Questo ultimo evento rappresenta la continuità del progetto ’Belli come il sole’, che si occupa del problema dei bambini di 0-3 anni reclusi nelle carceri italiane assieme alle loro giovani madri. Lo spettacolo è stato introdotto dal presidente dell’XI Municipio Massimiliano Smeriglio. Nel corso dell’evento è stata inoltre resa nota la destinazione finale dei fondi raccolti nell’ambito della campagna.

Il progetto, con il patrocinio dell’XI Municipio di Roma, ha voluto sollecitare l’attuazione della legge Finocchiaro. Questa legge è del marzo 2001 e sancisce il divieto di carcere per donne incinte o madri di prole inferiore a tre anni; stabilisce il differimento di pena per madri di prole inferiore a un anno. Questa norma mette sotto tutela il rapporto tra le madri e i figli minori, prevedendo misure alternative ma purtroppo non trova riscontro nella realtà. Si delineano così situazioni al limite per i piccoli detenuti costretti a vivere l’alba dell’esistenza nei pochi metri quadrati di una cella o di un asilo nido, con l’affetto e la solidarietà delle detenute e delle agenti, ma in un mondo senza orizzonti, dove è difficile vivere con la fantasia e la libertà proprie dei bambini, ma bisogna adattarsi ai ritmi delle celle. Poi, se la condanna della mamma è lunga e il bambino compie tre anni, arriva un funzionario a portarselo via: in un istituto o presso qualche parente, se esiste.

Il Presidente Massimiliano Smeriglio è intervenuto allo spettacolo insieme ai detenuti per dare il contributo del Municipio a questa campagna e ha dichiarato che lo ha fatto: “per spostare un pò di attenzione sulla condizione dei bambini nelle carceri Italia” e testimoniare che “battersi per la ’liberazione’ di questi piccoli dall’espiazione di una pena a loro inflitta senza avere nessuna colpa, ci è sembrata da subito una battaglia di civiltà.
Il 20 novembre è stata la Giornata Unicef dell’infanzia e dell’adolescenza, nata per ricordarci che i piccoli devono crescere in un ambiente sereno, circondati dalla tenerezza e dall’affetto, questo è uno dei diritti dell’infanzia, di tutti i bambini, anche di quelli nati in famiglie in difficoltà sociale; riteniamo davvero ingiusto che proprio contro di loro vengano assunti provvedimenti che li puniscono in modo pregiudiziale, crediamo invece che una società solidale dovrebbero garantire loro maggiore cura ed attenzione e salvaguardare la loro crescita dallo svantaggio e dal pregiudizio”.

La permanenza in carcere di questi bambini è incompatibile anche con le condizioni igienico-ambientali ed i ritmi di vita che il carcere impone. Nelle sezioni nido le regole interne unite ai ben noti problemi delle strutture carcerarie creano seri problemi per le condizioni psico-fisiche dei bambini nella parte fondamentale della crescita. Questi giovanissimi detenuti senza colpa soffrono infatti di patologie ampiamente documentate, proprio nella fase formativa più importante per lo sviluppo della personalità e delle capacità di apprendimento.

Belli come il sole nasce con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e cercare quindi di mettere in pratica quanto previsto dalla legge con progetti concreti. A tal fine ha attivato un conto corrente bancario, aperto alle libere sottoscrizioni dei cittadini per dare forza a future iniziative per fare in modo che i bambini non varchino più le porte del carcere.
Per maggiori informazioni: www.bellicomeilsole.com 

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