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Nei Municipi di Roma arriva il “mediatore culturale”

Nella fase sperimentale opererà solo nel I e nel III Municipio

Dall’inizio del mese di ottobre, nel I e nel III Municipio, è iniziata la fase sperimentale del nuovo servizio di mediazione linguistico-culturale.


“Sempre indietro di un giorno, di un’armata, di un’idea”, diceva Napoleone dell’esercito austriaco. E la frase ben di adatta a quelle amministrazioni locali che già da qualche anno (e siamo generosi) avrebbero potuto attivare, con estrema facilità, questo tipo di servizio. Specialmente in una città come Roma, ad alto tasso di immigrazione geograficamente non omogenea.


Ma, come si dice, non è mai troppo tardi. Così il “mediatore” culturale fa il suo esordio negli uffici pubblici della capitale alla fine del 2006. Ma vediamo in che consiste l’iniziativa.


In questa prima fase l’intervento serve per dare informazioni e orientamento ai cittadini stranieri di lingua filippina (il tagalog, che non è spagnolo), romena, polacca e bengalese, attraverso un servizio di turnazione svolto da personale di madrelingua e attivato esclusivamente (per ora, si spera) solo nelle Urp dei citati Municipi.


Occorre dire che i “mediatori” linguistico-culturali si stanno dimostrando una risorsa fondamentale in tutti gli enti pubblici e/o privati laddove sono utilizzati. Per prima cosa essi favoriscono una comunicazione finalmente efficace tra l’ente (da un parte) e il cittadino utente extracomunitario (dall’altra). Ma, giustamente, l’Amministrazione comunale non vuole ridurre l’iniziativa al mero fatto  linguistico. La finalità è quella di un reale ed equilibrato approccio che consenta al cittadino straniero di facilitare la comprensione dei valori, della cultura, delle leggi del paese che lo ospita. In tal modo agevolando quei “giusti” atteggiamenti relazionali che oggi sono il vero tallone d’Achille di alcuni cittadini extracomunitari.


Il servizio è erogato con un sistema di ripartizione linguistica settimanale: dal lunedì al giovedì durante la fascia oraria 11/16 contattando direttamente il call center del comune di Roma (lo 06.06.06). Il martedì, invece, dalle 9.30 alle 12.30 e il giovedì dalle 9.30 alle 15.30 (orario continuato) telefonando o recandosi di persona agli URP del I e del III Municipio, anche per conoscere meglio i turni linguistici.


Risposta dovuta, quindi, da parte dell’Amministrazione capitolina al mondo dell’immigrazione, da estendere, intanto, a tutti i Municipi, poi al resto degli uffici pubblici e privati che sono privi di questa figura. Come da estendere al più presto è la copertura delle lingue, ora sufficienti a soddisfare soltanto una piccola “fetta” di immigrazione. Oggi, l’intuizione è facile per chiunque, sono assolutamente indispensabili “mediatori” culturali di madrelingua araba e cinese. 

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