

Prevalso il buonsenso dopo le controdeduzioni di dicembre che avevano innalzato le cubature a Torre Spaccata e Romanina
Nel 1909, sindaco l’ebreo Nathan, capo di un raggruppamento laico e democratico, fu varato un Piano regolatore che proiettava Roma al di là delle Mura Aureliane. I ‘’prati di Castello’’, intorno a Castel S. Angelo, furono il luogo privilegiato della nuova espansione edilizia. L’incursione nell’agro romano divenne valanga espansionista con i Piani successivi del ’31 e del ’62. L’Eur ad ovest, i grandi quartieri intensivi a sud, est e nord, le borgate abusive al di qua e al di là del GRA. L’urbe trabordava lungo le sue consolari come una vecchia matrona che l’età avanzata, priva di dieta adeguata, rende sempre più pingue. Ma manteneva la sua conformazione radiocentrica con i suoi ministeri disseminati dentro un centro storico sempre più ingolfato di funzioni direzionali asfissianti, a detrimento di un grande e unico patrimonio archeologico e culturale.
Tor Vergata, Torre Spaccata, sono i nomi che indicavano i luoghi di una campagna marcata dalle torri medievali di avvistamento o fiscali. Romanina, con la sua Torre di Mezza Via, segnalava, nell’agro, a chi arrivava dai Castelli la prossimità dell’urbe.
Oggi, secondo il nuovo Piano regolatore appena approvato, questi nomi già segnano e segneranno ancor più in futuro i luoghi di uno sviluppo diverso, uno sviluppo policentrico.
Si chiamano ‘’centralità urbane metropolitane’’ i nuovi magneti dello sviluppo.
A dicembre, con le controdeduzioni, la Giunta le aveva sovraccaricate di cubature provocando la reazione ferma e decisa dei cittadini, dei comitati di quartiere e delle associazioni ambientaliste che, guidate dalla Comunità territoriale del X Municipio, avevano protestato con clamore attorno al simbolico ‘’Pratone’’ di Torre Spaccata, ‘’incartandolo’’ con striscioni e cartelli.
Quella protesta si è fatta sentire in Municipio e in Campidoglio, è sbarcata sui giornali e in TV, è entrata a forza dentro i partiti. Ed è stata ascoltata dagli amministratori che hanno riconosciuto l’errore.
Le cubature sono state abbattute a Torre Spaccata e ridotte a Romanina: rispettivamente meno 500.000 e meno 200.000 mc.
C’è stato, poi, l’impegno scritto in un ordine del giorno votato dal Consiglio comunale a ridimensionarle anche nella terza ‘’centralità’’ di Cinecittà Est.
Se a ciò si aggiunge la cancellazione dell’ATO di Capannelle, villette in area pregiata, su cui però la formulazione usata non è del tutto chiara, le realtà territoriali ambientaliste e partecipative possono essere soddisfatte. Perché, dicono, alla fine, come avevano auspicato, è prevalso il buonsenso e le premesse per uno sviluppo sostenibile nel X Municipio non sono state completamente travolte.
Tuttavia i pesi edilizi che verranno a situarsi nel quadrante rimangono cospicui e il problema di renderli sostenibili è del tutto aperto. Richiederà il massimo impegno da parte di tutti: amministratori e cittadini.
Le centralità dovranno avere funzioni di qualità. Il museo del Cinema e il Dams a Torre Spaccata, i beni archeologici a Centocelle, l’Università e la città dello sport a Tor Vergata, funzioni direzionali di qualità a Romanina, un polo sanitario pubblico e un polo culturale di cinema, musica, danza e teatro a Cinecittà est, servizi commerciali e altro ancora, tutto ciò dovrà essere sostenuto da adeguate infrastrutture di mobilità pubblica su ferro, ferrovie e metrò, e su strada con i corridoi dedicati per il trasporto pubblico.
Tutto ciò insieme ai polmoni verdi assicurati dal decollo del grande parco di Centocelle-Torre Spaccata, del parco agricolo ad Anagnina, all’ampliamento di quello degli Acquedotti, alla cura e salvaguardia dei parchi minori, delle aree verdi e dei giardini e alla realizzazione dei punti verde qualità con i loro impianti sportivi e ricreativi.
I nuovi centri-città disegneranno, dunque, nel quadrante del X e VIII Municipio quel nuovo policentrismo di Roma che dovrà aiutare a trasferire dal centro storico alcune direzionalità di troppo.
Le antiche Torri di avvistamento messe lì per segnalare l’avvicinarsi di qualche pericolo alle porte dell’urbe e che finora hanno visto arrivare solo i grandi e anonimi quartieri dormitorio, massa informe di una periferia senza qualità e senza funzioni, ora, forse, avvisteranno il nascere di una nuova città.
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