

Il calendario 2006 realizzato da giovani disabili allievi della Scuola Romana di Fotografia
Stop alla tecnica del bricolage, bando all’arte del mosaico e della pittura realizzata con imbrattature di mani e piedi come metodi di integrazione dei portatori di handicap. Per i ragazzi e le ragazze disabili che da circa cinque anni frequentano il laboratorio di fotografia gestito per conto del III Municipio, dalla cooperativa Oltre e dalla Scuola Romana di Fotografia, realizzare il calendario 2006 “Riflessi di Roma” distribuito in questi giorni con il settimanale “Carta”, è stata un’esperienza piacevole e di alto livello.
Lavorare sul prodotto perché avesse una propria dignità professionale è stato l’obiettivo costante di tutte le persone coinvolte nel progetto, dagli operatori, agli autori, all’equipe della cattedra di Pedagogia Sociale dell’Università di Roma 3 che ha monitorato l’esperimento.
Tra vibrazioni cromatiche, giochi di specchi e rifrazioni multiple la Roma emersa da queste pagine è la città delle distorsioni e dei palazzi rovesciati attraverso il riflesso nelle pozzanghere, è un gioco di intrecci e inversioni di senso, restituita da quell’occhio “unico” e particolare che così ha deciso di immortalarla.
“Un miracolo che si ripete” a detta del vicepresidente del III municipio Rolando Galluzzi, un’idea che va avanti dal 1999 da quando cioè la cooperativa Oltre in collaborazione col Municipio, ha avviato un progetto sperimentale di laboratori per disabili adulti.
“Un’opera d’arte, un lavoro d’alta qualità – ha precisato durante la conferenza stampa di presentazione del calendario una delle responsabili della Scuola Romana di Fotografia – realizzato ignorando il fatto che i 10 fotografi avessero delle disabilità”. Passioni e professionalità differenti, nonché un perfetto connubio tra istituzioni e privato, hanno così dato vita ad una politica che l’assessore ai Servizi Sociali del III municipio Aristide Romani ha definito “opportunità di arricchimento per tutti”.
“Diversi da chi? Visti da vicino nessuno è normale” recita la location dello sportello Handicap della giunta capitolina: beh, a sfogliare il calendario si direbbe che nessun motto fu mai più azzeccato.
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