

Il Coordinamento dei Comitati romani contro l'Elettrosmog: "Servono politiche adeguate di tutela della popolazione contro il dilagante fenomeno dell'inquinamento elettromagnetico"
"I primi di giugno il Coordinamento dei Comitati romani contro l’Elettrosmog ha inviato due lettere, al sindaco Alemanno ed al presidente della Provincia Zingaretti, in cui si auspicava il rilancio di adeguate politiche di tutela della popolazione dal dilagante fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico, causato dal moltiplicarsi selvaggio di antenne, ripetitori e tralicci e dal diffondersi di nuove tecnologie (Wi-fi, Wi-Max, Dvb-h, Umts) nel territorio della Capitale e della Provincia.
Dopo più di un mese non risulta pervenuto alcun riscontro, neppure interlocutorio, da parte dei massimi rappresentanti, comunale e provinciale. E’ la conferma che il problema dell’elettrosmog non sembra interessare le autorità di governo del territorio.
In particolare, il Coordinamento ha chiesto al Sindaco un segnale forte di rottura e cambiamento con il passato, sollecitandolo ad offrire alla popolazione quelle risposte che la precedente Giunta si era sempre rifiutata di dare: va in questa direzione l’auspicato (e fino ad oggi disatteso) impegno di inserire agli atti del rinnovato Consiglio comunale la Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare, presentata ben tre anni fa e corredata da oltre 22 mila firme, con cui si chiede di dotare la Capitale di un Regolamento per disciplinare il deprecabile fenomeno dell’imbarbarimento tecnologico del territorio urbano.
Anche il Presidente della Provincia sembra aver scelto la comoda strada del silenzio e la cittadinanza non ha più notizie degli sviluppi sulla evocata diffusione del Wi-fi in tutto il territorio della Provincia, progetto che riteniamo non possa trovare attuazione senza prima aver avviato un preventivo e democratico confronto con le realtà sociali e di settore che da anni si battono per contenere gli effetti sanitari ed ambientali dell’elettrosmog, in relazione, soprattutto, al proliferare di nuove tecnologie.
Preoccupa, pertanto, questo rinnovato silenzio, perché è il segnale di una deprecabile continuità con cui le istituzioni su un tema di forte approccio sociale e sanitario ritengono di perpetuare un atteggiamento di sostanziale arroganza e distacco, negando il dialogo e la compartecipazione.
Il Coordinamento lancia l’ennesimo appello alle citate autorità, affinché sappiano utilizzare il proprio ruolo e le proprie competenze in merito per aprire una nuova stagione di democrazia partecipativa, che gioverebbe a chi governa ed a chi è rappresentato, nella comune ricerca delle migliori soluzioni ai problemi del territorio.
Tuttavia, se tale appello non dovesse sortire ancora effetti, il Coordinamento preannuncia di alimentare una nuova e più incisiva fase conflittuale, affiancando ogni iniziativa di strenua opposizione della cittadinanza a decisioni imposte “dall’alto”, in nome di interessi estranei alla comunità e non condivisi o mediati."
Giuseppe Teodoro, coordinatore dei comitati contro l’elettrosmog
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