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No ad un nuovo centro commerciale al Torrino

Dal Comitato di Quartiere Torrino Decima e dai residenti nell'incontro del 6 febbraio con l'assessore Morassut

Finalmente il 6 febbraio i cittadini del Torrino hanno ottenuto l’incontro con l’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Roberto Morassut, per discutere del progetto su Casal Grottoni , che tanto li allarma.
Nell”incontro con il Comitato di Quartiere Torrino Decima, l’assessore e una delegazione di cittadini, si è affrontato lo spinoso argomento  della compensazione edificatoria nell’area compresa tra via Ostiense, G.R.A. e la sede I.B.M. di via Sciangai.

Il progetto, contenuto nella  proposta di delibera 141/2006 (approvata dalla Giunta Comunale agli inizi dell’estate e sulla quale il Municipio XII ha dato, a maggioranza parere positivo in data 5 ottobre 2006), prevede 190.995 m cubi di cemento, dei quali 150.995 non residenziali, destinati alla realizzazione di un nuovo centro commerciale e 40.000 per un complesso residenziale.
A fronte di questo nuovo insediamento la Giunta Comunale intende realizzare una nuova stazione ferroviaria sulla Roma-Lido, un sovrapasso di collegamento Torrino-Mezzocammino e Torrino Sud ed un parcheggio di 1.500 posti auto (che dovrebbero servire in seguito al
ripristino della fermata del Torrino sulla ferovia Roma-Lido e in vista della sua trasformazione in metropolitana a partire da gennaio 2009).

I cittadini  sono contrari a questo intervento, soprattutto perché ricade su un’area già soggetta ad un abuso edilizio e come afferma Federico Polidoro, presidente del CdQ: "dell’ennesimo centro commerciale proprio non abbiamo bisogno, visto che sta per esserne aperto un altro sulla via Fosso del Torrino".
I residenti del quartiere si appellano cosi alla legge sull’edificabilità dei suoli (legge Bucalossi), ritenendo che i precedenti interventi edilizi nella zona hanno esaurito ogni possibilità edificatoria dell’area.

Dopo un ampio dibattito, l’assessore Morassut ha dichiarato la sua disponibiltà a rivedere il progetto, fermo restando la necessità di un intervento con una componente di superfici commerciali, la cui assenza probabilmente renderebbe non conveniente l’edificazione e porterebbe a formulare l’ipotesi di spostamento delle cubature previste in altre aree.

Per martedi 13 febbraio è prevista un’assemblea pubblica per valutare gli esiti di questo incontro con Morassut e decidere se l’apertura di un confronto nel merito dell’intervento possa essere accettata e, qualora lo fosse, definire i prossimi passi da intraprendere.

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