Noapte de Sânziene (La notte delle Fate) domenica 23 giugno

L'antica festa della Romania presso la Basilica di San Nicola in Carcere in via del Teatro di Marcello 46 a Roma

sanziene immDomenica 23 giugno 2013 alle ore 19.00 presso la Basilica di San Nicola in Carcere in via del Teatro di Marcello 46, si festeggerà la “Noapte de Sànziene”, antica festa della Romania che, benché di origine pagana, è ugualmente contemplata dal calendario ortodosso romeno.

L’evento, pensato ed organizzato da Aurelia Pop di “Bell Tower Atelier”, vedrà la partecipazione di numerose autorità cittadine, delle istituzioni romene presenti a Roma e di rappresentanti della cultura internazionale.

Riteniamo che questa sia una felice occasione per conoscere le tradizioni del popolo romeno, riconoscere in queste le tante analogie con le nostrane ahinoi purtroppo in gran parte perdute ed avvicinarsi a questo popolo che ha in comune con l’Italia una storia millenaria con una civiltà ed una cultura della stessa origine.

Tornando a Sanzienelor ovvero alla Notte delle Fate, ha molte analogie con la nostra Notte di san Giovanni e si celebra, come in Romania la sera del 23 giugno cioè quella che precede la ricorrenza della nascita di San Giovanni il Battista.

Questa festa rivela ancora una volta lo spirito romantico dei romeni oltre che il loro attaccamento alle tradizioni sopravvissute al lungo periodo del comunismo.

Le “sânziene” sono le fate, cioè avvenenti fanciulle in fiore dotate di magici poteri che posso essere utilizzati a scopo benefico ma talvolta anche …

Nella notte tra il 23 e 24 giugno le sanziene si manifestano volando, danzando, facendo prodigi ed anche qualche dispetto fino alle prime luci dell’alba.

“Sânziene” è una parola composta da “sân” ovvero sante e “ziane” forse una corruzione di Giovanni e richiama un’ aura di grande suggestione, di fascino, di mistero, quando non di inquietudine.

Le sanziene sono però anche piccole infiorescenze campestri dal caldo colore giallo dorato, ricche di polline e fortemente fragranti di fieno e miele che, ancorché toccate con molta delicatezza, spargono tutt’intorno una fine pioggia di pulviscolo dorato. Questo “fiore del solstizio estivo” ha una vita così breve da far pensare di essere sbocciato intenzionalmente proprio per festeggiare l’inizio d’estate e beneaugurare prosperità dalla stagione che inizia.

Si vuole che nella loro notte, come queste incantate apparizioni con il loro ballo sfiorino i campi e i prati, così le erbe e le piante si impreziosiscano di virtù terapeutiche capaci di curare qualsiasi malanno.

Le fanciulle romene, in ossequio a questa tradizione, per accogliere l’arrivo dei giovani dei villaggi vicini, prima che tramonti il sole del 23 giugno, raccolgono mazzolini di fiori “sânziene” con cui intrecciare delle corone che vengono lanciate sul tetto della casa ed appesi ai focolari per portare fortuna alla casa e agli sposi vecchi e novelli.

I ragazzi dal loro canto pensano ad attirare le fate con i loro poteri benefici, e accendono grossi falò sui prati.

Benché tutte le leggende descrivano le sanziene come distributrici di benignità e protezione, di promotrici della purezza dell’anima, vi sono al contrario versioni che le descrivono anche dispettose e vendicative senza pietà verso chi non celebra degnamente la loro festa.

Le origini di questa ricorrenza si perdono nella notte dei tempi; c’è chi sostiene che siano di origine geto-dacica legata al rito del sole, altre al contrario la fanno risalire agli antichi padri romani, al culto di Diana, Diana regina, vera et bona, mellifica.

In ogni caso, la festa delle Sanziene e l’unica festa di origine pagana accettata col suo stesso nome dal calendario ortodosso.

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