Noccioline-Peanuts: una scrittura forte all’Eliseo

L’autore Fausto Paravidino: “Non è un testo sul G8 di Genova”. Però quegli scontri hanno provocato in lui una serie di domande
di Riccardo Faiella - 29 Novembre 2007

Il 20 novembre 2007 ha debuttato in prima assoluta, al Teatro Eliseo di via Nazionale, lo spettacolo teatrale Noccioline-Peanuts, per la regia di Valerio Binasco. Sarà in scena fino al 16 dicembre.

L’autore della drammaturgia è l’enfant prodige del teatro italiano, il giovane Fausto Paravidino.

Fausto è stato il primo autore del nostro paese chiamato a partecipare ad International Connections, il progetto del National Theatre di Londra che commissiona ad autori importanti nuove opere per circa 150 gruppi di giovani interpreti, ragazzi non professionisti delle scuole britanniche.

È proprio in quell’occasione che Paravidino ha scritto questo testo; e come sia nato è lo stesso autore che  tiene a precisare: «Non è un testo sul G8 di Genova, anche perché su quegli avvenimenti ne ho scritto un altro, Genova 01. Il G8 però, ha provocato in me una serie di domande, delle quali mi occupo in Genova 01, una serie di considerazioni. Una di queste, grossa e fondamentale, è la scintilla di partenza, per me, di Peanuts. La domanda è: “Come è possibile che abbiamo assistito a due eserciti che si sono affrontati e uno di questi ha massacrato l’altro, con odio?”. Almeno questo abbiamo visto. Entrambi gli eserciti erano composti da miei coetanei che hanno avuto la stessa formazione. Allora voglio dire: qual è la differenza culturale, che cosa ha portato gli uni contro gli altri? E questa domanda ha prodotto una commedia nella quale c’è un buco temporale dove viene nascosta la risposta. Un altro ingrediente importante sono i Peanuts di Schulz, ovvero i fumetti di Charlie Brown, che mi sono venuti in soccorso nella mia esigenza di non fare un lavoro turistico per questi ragazzini. Quindi ho scelto un linguaggio universale, il linguaggio dei Peanuts, che io già conoscevo, con tutti i suoi personaggi che sono archetipi e quindi riconoscibili da tutti».

Noccioline è composto da ventitre sequenze brevi che, come fumetti, inquadrano la società. A questo proposito il regista ci racconta:

«Nella prima parte c’è un ragazzo che fa il guardiano in un appartamento di ricchi. Lo vengono a trovare degli amici, che poi lui non riesce a mandare più via, come in uno strano incubo. Ogni scena presenta nuovi arrivati i quali, usando una logica tipica dei personaggi dei sogni, riempiono la casa. Una popolazione di pseudo-bambini dei fumetti che un po’ come il romanzo di William Golding, Il Signore delle Mosche, un po’ Schulz abitano, quasi fossero naufraghi, l’appartamento. In questo primo atto nasce una commedia piena di humour, ma anche di spietatezza infinita; dove viene rappresentato il mondo dei ragazzini nella sua forma più violenta. Non c’è violenza fisica, ma soltanto orale. Quando arriva il padrone di casa scatta la prima scena di rivendicazione della proprietà: “Questa casa è mia, fuori tutti”. A questo punto la prima parte si sospende. Passano dieci anni e troviamo gli stessi personaggi in una caserma dei carabinieri oppure una questura, secondo quello che il pubblico vuole immaginare. I personaggi, però, sono divisi in due squadre: i torturatori e i torturati. Ora le scene sono tutte scene di tortura, ma in realtà sono divertenti; né il testo, né la regia spinge sul raccapriccio. Infatti, anche nella seconda parte si ride, per delle ragioni comprensibili ma non spiegate dall’autore. Quindi, tutto il secondo atto è ambientato in una caserma dove avvengono continue torture, ma non sapremo mai chi sono i torturati; a che partito politico appartengono; perché li hanno presi; se hanno fatto bene o male. Sappiamo solo che sono pieni di sangue, come quei ragazzi della Diaz, per chi vuole coltivare il gusto dei rapporti con il G8. Ma è solo un rapporto visivo, in qualche modo. Tutto ciò porta ad una conclusione brutta: si sta per commettere un omicidio. E lì c’è il finale».

Un finale che Valerio Binasco non rivela. Per saperlo bisogna andare all’Eliseo a vedere questo suo lavoro di collage “dove ogni elemento contraddice e cancella l’altro, ma dove la contraddizione aggiunge anche un valore drammatico sia all’uno che all’altro e insinua un’idea di fondo che tiene insieme tutto”.

NOCCIOLINE – PEANUTS: 27 novembre-16 dicembre

Interpreti (in ordine di apparizione): Elena Arvigo, Alessia Bellotto, Luigi Di Pietro, Denis Fasolo, Iris Fusetti, Aram Kian, Lucia Mascino, Mauro Parrinello, Fulvio Pepe, Alba Caterina Rohrwacher, Michele Sinfisi

Scene: Antonio Panzuto

Luci: P asquale Mari

Costumi: Sandra Cardini

Regista collaboratore: Nicoletta Robello

Costumista assistente:Cristina Da Rold

Produzione Teatro Eliseo in collaborazione con Fondazione Teatro Due e BAM Teatro

Contributo: Asti Teatro

Testo scritto su commissione del Royal National Theatre of London nell’ambito del progetto “International Connections 2001”

Migliore pièce straniera per la stagione 2002-2003 per la rivista Theater Heute

TEATRO ELISEO: via Nazionale, 183 – tel.: 064882114-0648872222

info@teatroeliseo.it

www.teatroeliseo.it

teatroeliseo.blogspot.it

SPETTACOLI:

martedì,giovedì,venerdì ore 20.45

sabato ore 16.30-20.45

mercoledì e domenica ore 17.00

BIGLIETTI:

mercoledì ore 17.00 e sabato ore 16.30 – platea 28€, balconata 25€, I galleria 16€, II galleria 11€

gli altri giorni – platea 30€, balconata 28€, I galleria 16€, II galleria 11€


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