

Dichiarazioni dei consiglieri capitolini Fabrizio Santori e Maria Gemma Azuni
Un piano di vaccinazioni per 1.600 bambini che abitano nei campi nomadi. Nelle prossime settimane, e comunque entro la fine dell’anno, saranno messi a disposizione i vaccini “esavalenti”, contro poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse e Haemophilus influenzale di tipo B.
Per mettere in pratica la campagna di vaccinazione, però, c’è bisogno di un intervento diretto delle Asl, che devono fornire i vaccini. Su questo, però, c’è già un impegno del governatore Piero Marrazzo: «La Regione Lazio, laddove mancheranno le risorse per dare il via alla campagna di vaccinazione dei bambini nomadi che vivono a Roma, se ne farà carico», aveva detto Marrazzo.
E poi, l’avvio del piano di smantellamento degli insediamenti abusivi, compreso il Casilino 900, con il trasferimenti di chi ci vive nelle strutture attrezzate, con l’ipotesi di ampliamento del campo della Barbuta, tra Roma e Ciampino quando si arriverà allo sgombero del Casilino 900, che resta nei programmi dell’amministrazione comunale.
Sono le iniziative allo studio di Prefettura e Campidoglio per l’emergenza nomadi. Intanto controlli a tappeto nell’insediamento di Dragona, dove è stata trovata anche una discarica abusiva.
Il prefetto Carlo Mosca aveva annunciato il secondo step alla fine della raccolta dei dati sugli insediamenti, raccolti in tre mesi dalla Croce rossa italiana. «Abbiamo assunto l’impegno di progettare la seconda fase e quella successiva – aveva detto Mosca – Adesso è necessario garantire tutti coloro che vivono nei campi abusivi: devo essere sistemati in quelli autorizzati che vanno attrezzati con i servizi essenziali».
Intanto, terminato il censimento dei campi nomadi, il Campidoglio sta mettendo a punto il piano per la chiusura degli insediamenti abusivi. La strategia dovrà essere individuata insieme al prefetto Mosca, nominato dal governo commissario straordinario per l’emergenza nomadi.
Il progetto prevede lo smantellamento dei campi abusivi e il trasferimento di chi ci vive in quelli regolari e attrezzati. Un processo che, nel medio termine (la sottolineatura è nostra) dovrebbe portare alla chiusura del Casilino 900 e l’ampliamento dell’insediamento della Barbuta.
In una seconda fase si punta a trasformare tutti gli insediamenti in “campi di sosta”. Nelle nuove strutture, secondo i piani del Campidoglio, non si potrà restare “stanziali”, ossia per un tempo troppo lungo, a meno di aderire concretamente a piani di formazione e inserimento nel mondo del lavoro. In modo che i nomadi possano diventare autosufficienti con il proprio lavoro.
La fonte di queste notizie è Il Messaggero del 7 novembre 2008, articolo di Fabio Rossi. Intanto registriamo due prese di posizione, la prima del presidente della commisione Sicurezza del Comune di Roma Fabrizio Santori e la seconda di Maria Gemma Azuni (Gruppo Misto) Sinistra Democratica.
Santori: Basta con la demagogia, al vaglio soluzione definitiva problema nomadi
“La sinistra deve smetterla di fare demagogia sulla questione rom, animata da un finto ed apparente buonismo e spirito socialitario. Le chiacchiere stanno a zero. Non si può condannare una giunta aprioristicamente e senza cognizione di causa, alla luce del fatto che è il Prefetto a disporre e decidere eventuali interventi risolutivi in merito al campo rom del Casilino 900”.
In seno alla commissione stiamo varando un progetto in merito alla risoluzione definitiva del problema nomadi che intendiamo presentare e discutere congiuntamente al Sindaco e al Prefetto di Roma. L’apertura di un tavolo di concertazione garantirebbe una visione d’insieme della tematica e proposte d’intervento idonee e concrete in quanto scaturite dal confronto e dalla volontà di chi vuole porre fine alla questione."
Maria Gemma Azuni (Gruppo Misto) Sinistra Democratica: l’annoso problema dell’integrazione dei Rom.
"Per uscire da una logica puramente assistenziale, di segregazione ed emarginazione si faccia una mappatura delle loro specificità attraverso l’utilizzo dello strumento del bilancio di competenza per individuare percorsi reali di inserimento lavorativo.
Il progetto in atto da parte dell’Amministrazione, terminato il censimento dei campi nomadi, prevede lo smantellamento dei campi abusivi ed il loro trasferimento in campi attrezzati, l’assistenza sanitaria , l’obbligo di frequenza scolastica e l’autosufficienza lavorativa.
Ma l’autosufficienza lavorativa come la raggiungono? . Se chiediamo loro di accettare le regole di convivenza civile , cosa sacrosanta, mi sembra altrettanto doveroso interpellarli nelle scelte che li riguardano.
Se vogliamo farla finita con l’assistenzialismo e intervenire, con soldi pubblici, per sanare una problematica che difficilmente riesce ad essere sanata, chiedo all’Amministrazione, visto che sono persone in grado di parlare e pensare, di fare una mappatura o meglio un censimento delle loro competenze e capacità spendibili sul mercato, tenendo conto delle loro esigenze e attitudini.
La popolazione nomade è composta in maggioranza da bambini e giovani, studiamo per loro percorsi formativi post scuola dell’obbligo che diano concreti sbocchi lavorativi, chiedendo in questo il coinvolgimento della Regione Lazio . E’ necessario che la formazione professionale sia adeguata, specifica e che tenga conto del loro costrutto culturale, delle loro specificità e delle loro potenzialità perché credo che solo così potremo evitare che da adulti operino fuori della legalità
Certe politiche assistenzialistiche hanno contribuito solo alla loro segregazione: l’inserimento sociale e il rispetto delle regole di convivenza è strettamente connesso alla realizzazione di effettive politiche di inserimento lavorativo e su questo bisogna lavorare."
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