Municipi:

Nuove norme per autocertificazione

Augusto Santori (PDL): “Da cittadini valanga di proteste. Problemi INPS, Prefettura e compagnie assicurative"

"Le nuove norme per l’autocertificazione che dal 1 gennaio 2012 non consentono più agli uffici anagrafici di emettere certificati anagrafici e di stato civile diretti ad altre pubbliche amministrazioni e a privati gestori di servizi pubblici favoriscono senz’altro lo snellimento e la velocizzazione delle pratiche attraverso il sistema dell’autocertificazione ma in questi giorni è indubbio che stiano creando più di un problema a tanti cittadini romani", così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV.

"In particolare se è vero che i cittadini, in base all’art. 15 della legge n. 183/2011, possono utilizzare l’autocertificazione – prosegue Santori – attraverso una dichiarazione gratuita, sottoscritta dall’interessato, che sostituisce i certificati (es. residenza, stato di famiglia, etc.) o gli atti di notorietà, è pur vero che ad oggi non è più possibile ottenere un certificato in carta semplice, di fatto obbligando l’utente a richiedere uno stato di famiglia o di residenza in carta bollata provvedendo conseguentemente all’esborso di circa 16 euro in marche da bollo”.

“Le segnalazioni che arrivano alla nostra attenzione – prosegue ancora la nota di Santori – sono quelle relative all’INPS, alla Prefettura, alle compagnie di assicurazione, ai commissariati, che non permetterebbero autocertificazione e che quindi starebbero causando gravi malumori tra i cittadini, in particolare di quelli fortemente compromessi dall’attuale crisi economica. Infatti, sembrerebbe essersi creato un contesto di implicito aumento della pressione fiscale sul cittadino che per poter stipulare una polizza, o sbrigare una pratica pensionistica, o richiedere un passaporto rischia di dover pagare ulteriori 16 euro in valori bollati”.

“Spero che entro breve tutti gli enti interessati – conclude Santori – si adeguino rigorosamente alle norme previste dalla legge 183 e, in caso di mancanza, che la stessa Roma Capitale provveda ad integrare tutti i casi in cui è necessario venire incontro al cittadino, evitando casi di ultra-imposte che gravano sulle spalle dei cittadini, in primis giovani ed anziani”.

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