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Nuovo appello di Italia Nostra: non ratificate questo piano regolatore

L'associazione ambientalista rinnova l'appello dei Comitati dei cittadini a tutti i capigruppo e ai consiglieri capitolini

Il 10 febbraio l’associazione Italia Nostra ha rinnovato il suo appello e quello dei Comitati cittadini a tutti i capigruppo e ai consiglieri capitolini, che qui di seguito pubblichiamo.

"Dalle poche informazioni riuscite ad avere vi è stata una conferma che alcune parti del piano sembra siano state, di fatto, modificate rispetto a quanto votato dal Consiglio comunale. In particolare proprio quanto riguarda gli stessi Accordi di programma in variante che sono passati nel frattempo con voto di Consiglio e una parte delle aree delle nuove 167 – Se il Consiglio ratifica il piano senza eliminare tali vizi di forma e di legittimità è certo che vi saranno ricorsi al TAR tra i quali quello di ITALIA NOSTRA e di molti comitati di quartiere.

Ma l’azione di ITALIA NOSTRA contro la ratifica di questo piano non è solo di tipo legale, ma soprattutto è rivolta ad ottenere dal prossimo nuovo consiglio comunale sostanziali modifiche a tutte quelle norme che stanno producendo disastri ambientali gravissimi in tutta la città e provocando finalmente la protesta dei cittadini sempre più indignati per quello che vedono accadere nelle loro zone.

ITALIA NOSTRA aveva già chiesto in sede di osservazioni al piano di mantenere le tutele presenti nel “Piano delle Certezze” ( che tra l’altro tornerebbero valide se il nuovo piano non fosse domani ratificato eliminando pericoli di vuoto urbanistico ), ma non sono state accettate preferendo accogliere quelle dei costruttori che esigevano “deregulation”-

Meraviglia oggi la rabbia di Caltagirone che non vuole, e non le vuole neanche ITALIA NOSTRA, le varianti di Toti. Purtroppo questo piano non avendo alcun tipo di norme che definiscano le “invarianti “ del territorio permette tutto. Addirittura se passerà così si avranno vaste trasformazioni nei quartieri ( demolizioni e ricostruzioni, aumenti di cubatura modifiche di destinazioni d’uso ecc . ) con semplice DIA . Dichiarazione di Inizio Attività –

L’elenco degli edifici da “valorizzare” della cosiddetta “Carta della Qualità” non conta nulla non avendo norme prescrittive ed infatti casali della “Carta dell’Agro” prima tutelati sono stati demoliti come pure edifici di archeologia industriale che lo stesso Consiglio comunale ( ormai completamente schizoide) aveva prima deliberato di salvare.

Fatto ancora più grave sono stati cancellati i diritti dei cittadini di avere in ogni quartiere gli standard di verde e servizi previsti da un Decreto Ministeriale ancora in vigore. Infatti il piano non li calcola più come dovrebbe in ambito di quartiere o di interquartiere, ma li trasferisce in ambito di Municipio verso il poco agro rimasto depredando così i quartieri già edificati che verranno densificati con nuove cubature senza compensi ambientali e di servizi ( vedi Art.11, e i nuovi bandi per le ex aree ATAC o la ex Fiera di Roma )."

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