Nuovo progetto per l’isola ambientale al Vecchio Quadraro (2)

Carlo Rossi - 4 Gennaio 2021

A circa un mese dal dichiarato avvio dei lavori, il 5 Dicembre scorso su richiesta di un Comitato di zona si è tenuto al Giardino dei ciliegi il primo incontro pubblico fra E. Stefàno e la cittadinanza, fra cui alcuni rappresentanti di quelle realtà economiche che secondo il Progetto .. non esistono.

Portate dal tecnico che accompagnava Stefàno sono state presentate alcune tavole rappresentanti la futura riorganizzazione della viabilità del quartiere; non la Disciplina del traffico annunciata nel Progetto ma comunque qualcosa in grado di illustrare la situazione prevista.

A parte un paio di inversioni del senso di marcia su tratti minori, l’interdizione al traffico privato a metà di v. dei Quintili interromperà il collegamento Nord- Sud rendendo inutile l’attuale doppio senso di marcia e indirizzando i veicoli su v. Columella.

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Considerando unitariamente le zone rialzate e le contorsioni a cui andrà soggetta la viabilità interna, questo progetto appare in grado di realizzare non tanto la riduzione delle velocità nei tratti critici – dato che lascia 4 rettilinei lunghi dai 350 ai 450 m. senza alcun intervento – quanto un disturbo ed un ostacolo alla circolazione delle autovetture durante tutto l’arco della giornata, cioè ben oltre l’ora di punta mattutina, unica criticità riconosciuta dallo stesso Progetto.

Il problema, come hanno chiaramente spiegato durante l’incontro i rappresentanti di chi vive di clientela necessariamente auto munita (11 attività fra carrozzieri e meccanici per una media di 3 posti di lavoro ciascuna), è che tale clientela, per semplice comodità d’accesso, finirà per reindirizzarsi laddove è più facile arrivare. Analoga sorte è prevedibile per le principali attività commerciali, in ragione dell’isolamento geografico del quartiere e dell’assenza di una mobilità alternativa, che il G.r.a.b. è di la da venire (ed è comunque destinato ad un’utenza di nicchia) mentre non esiste neanche l’idea di una rete ciclabile locale, l’unica che potrebbe parzialmente compensare la riduzione della clientela per questo tipo di attività.

Come si sia potuti arrivare a scoprire tali realtà e incongruenze a gara d’appalto conclusa, è cosa che si spiega, come ha riconosciuto lo stesso E. Stefàno durante l’incontro, con la comodità per l’Amministrazione di rapportarsi ad un solo gruppo di interesse locale https://romamobilita.it/it/sosteniamoroma-coprogettazione-del-tpl-con-associazioni-e-residenti

delegandogli di fatto, senza alcun controllo o garanzia, i rapporti con il resto della cittadinanza coinvolta.

L’informazione e la consultazione dei cittadini non sono però solo l’applicazione pratica dei condivisibili principi di trasparenza e partecipazione del Movimento 5 stelle; sono anche gli indispensabili strumenti che permettono ad un progetto pubblico di acquisire tutte le conoscenze necessarie per valutarne – in primo luogo – l’effettiva necessità, poi ‘magari’ anche l’impatto sociale, nonché la rispondenza agli obiettivi prefissati in relazione all’investimento previsto.

Esiste infine un’altra logica, più profonda, che deve essere riconosciuta per non considerare questo Progetto e la relativa vicenda come il frutto di una estemporanea casualità, ed è una logica di immagine. Come qualche anno fa con i murales dai soggetti infantili e fiabeschi, anche oggi il sovra-dimensionamento di questo progetto ha l’obiettivo di creare l’immagine di un quartiere attraente e all’avanguardia (se non d’élite) a supporto degli interessi di un mercato immobiliare che gode in zona delle ampie potenzialità offertegli dai bassi indici di edificazione esistenti.

Gli effetti di tale politica non sono solo la trasformazione sociale del quartiere, oggi ancora popolare e multietnico, ma anche, e a breve, la riduzione della sua stessa qualità urbana, delle sue piccole case, della sua aria da ‘paese dentro la città’.

 

 

Carlo Rossi

 


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