

Veltroni: c'è stata scarsa convergenza, ci riproveremo nel 2020
Roma rinuncia a presentare la candidatura per le Olimpiadi del 2016. Lo ha annunciato il sindaco Walter Veltroni, salutando in Campidoglio gli atleti del Circolo Canottieri Roma che hanno vinto la quarantaduesima edizione del torneo di calcio a cinque Coppa dei Canottieri (il trofeo più importante di Roma) nelle categorie over 40, 50 e assoluti.
“Con rammarico – ha dichiarato Veltroni – abbiamo registrato una scarsa convergenza sulla candidatura della nostra città ad ospitare le Olimpiadi del 2016. Ci avviamo tuttavia verso importanti appuntamenti sportivi che vedranno protagonista Roma, quali i mondiali di pallavolo, di nuoto, e le special Olimpics. Per le Olimpiadi ci riproveremo nel 2020.”
Il 15 luglio scorso, su “Il Secolo d’Italia” a firma di Riccardo Andriani dell’Ufficio sport della direzione nazionale di An, è apparsa una lettera aperta con alcune domande per Walter Veltroni. Qui di seguito eccone un’ampia sintesi.
“Alleanza nazionale ha più volte ribadito di essere appassionatamente favorevole ad una candidatura di Roma. Il punto non è questo. La domanda che ci dobbiamo porre è: esistono oggettivamente le condizioni per le quali Roma possa ottenere le Olimpiadi 2016? A questo proposito le pongo alcuni specifici quesiti.
1) Nella storia delle Olimpiadi moderne è accaduto una sola volta che l’evento sia stato assegnato per due volte consecutive allo stesso continente ed è accaduto in condizioni oggettivamente eccezionali che fortunatamente oggi non ricorrono. Perché mai il CIO dovrebbe modificare questa prassi consolidata specie in presenza di candidature nord e sud americane, asiatiche e perfino africane?
2) Esiste la copertura finanziaria per il budget della candidatura che ammonta a 45 milioni di dollari (di cui 17 milioni di dollari nella sola fase di precandidatura) e che dovrebbero essere coperti per il 60% dal Comune e per il 40% dalla Regione?
3) Esiste la copertura finanziaria per il costo delle infrastrutture che ammontano a 530 milioni di dollari per gli impianti sportivi, 1800 milioni di dollari per il Villaggio Olimpico oltre ad una cifra ancora non precisata per il Centro Media?
4) Esiste la copertura finanziaria per le spese dei trasporti che prevedono 4,3 miliardi di dollari per le strade, 8 miliardi di dollari per le ferrovie e 13 miliardi di dollari per le metropolitane?
5) E’ certo che i siti proposti per le gare olimpiche saranno omologati dalle Federazioni internazionali specie per quanto riguarda alcune collocazioni stravaganti come la canoa slalom all’Isola Tiberina?
6) Perché tanta fretta visto che le candidature dovranno essere presentate solo nel luglio 2007?
Questi non sono dubbi capziosi ma autentiche perplessità di tanti sportivi che vorrebbero sinceramente le Olimpiadi a Roma.
Il dubbio è che le Olimpiadi siano solo un pretesto, ad esempio per una bella colata di cemento a Tor Vergata. In tale ottica anche l’offerta della Presidenza del Comitato promotore a Gianni Letta appare più una polpetta avvelenata che un gesto di generosità politica. Di chi sarà la colpa quando le Olimpiadi saranno assegnate altrove se non del Comitato Promotore?
In questa situazione sarebbe oggettivamente più saggio e produttivo cominciare a lavorare da oggi per costruire le condizioni di una candidatura per il 2020 fermo restando che se lei sarà in grado di sciogliere le perplessita sopra esposte il sostegno delle forze politiche del centro destra non mancherà.
Spero di essere smentito dal Sindaco Buono, non con belle chiacchiere ma con solide e convincenti argomentazioni.”
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