

Pietra dello scandalo la pubblicità di una bibita energetica
Sono comparsi nella mattina dell’8 luglio, sulle strade di Roma, alcuni cartelloni pubblicitari di dubbio gusto che si rivolgono ad un pubblico prettamente giovanile. I manifesti pubblicizzano una bevanda energetica ricorrendo alla solita metafora sessuale tanto abusata nella nostra società. L’ambientazione, una palestra o il corridoio di un liceo americano corredato dai classici armadietti, e lo slogan della pubblicità “tira fuori la bestia” sono destinati proprio ai giovanissimi, sviliscono la figura femminile e propongono un errato approccio all’atto sessuale.
“I manifesti della bevanda affissi sui cartelloni pubblicitari SPQR” ha dichiarato Gemma Azuni, Consigliere Comunale di Sinistra, Ecologia e Libertà “è profondamente lesiva per la figura femminile. Ed è un messaggio diseducativo e ingannevole che giunge ai nostri figli costretti a vederla per tutta Roma. L’8 marzo 2010 il Comune di Roma, ha approvato all’unanimità la Deliberazione n.25 contro le pubblicità lesive della dignità della donna e per questo chiedo al Sindaco di adoperarsi in prima persona affinché la città di Roma non dia spazio a pubblicità che, riducendo un essere umano alla violenza e all’offesa, incitano al sessismo e alla violenza”.
Pronta la reazione del Sindaco Alemanno che, appresa la notizia, ha subito emesso un’ordinanza con la quale si dispone l’immediata rimozione o la copertura delle immagini del manifesto pubblicitario su tutto il territorio comunale in quanto “il linguaggio e il contesto espressivo riprodotto offendono gravemente la dignità della persona”. Inoltre l’ufficio stampa del Campidoglio ha diffuso una nota in cui spiega che i manifesti in questione “dalle immagini e dal contenuto volgari, comparsi a Roma e per i quali l’Ufficio affissioni del Comune non ha concesso alcuna autorizzazione, sono risultati del tutto abusivi”.
“Gli operatori del Dipartimento Attività Economico-produttive”, ha aggiunto il Sindaco, “sono già al lavoro per individuare e quindi coprire tutti i manifesti”.
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