Ostello diffuso al Quadraro. Un’idea di turismo ecosostenibile

Un tessuto urbano a misura d’uomo, denso di storia e di memoria, per un turismo partecipato e democratico che coinvolga la periferia

Mercoledi 8 dicembre l’associazione “Punto di svista” lancia la proposta di "ostello diffuso" al Quadraro con una Festa che coinvolgerà tutto l’abitato. L’iniziativa urbanistica e culturale è finalizzata a raggiungere un immagine del quartiere diversa rispetto a quella attuale.

E’ convinzione dei promotori che il Quadraro si possa candidare ad essere un luogo del ‘900 a Roma perché nasce 100 anni fa come borgo di contadini.
Durante il fascismo fu il luogo dove gli artigiani di Cinecittà avevano la loro bottega. Durante la Resistenza fu il “nido di vespe” che consentì ai partigiani di avere la complicità di un intero quartiere che nonostante il feroce rastrellamento dell’aprile 1944 non tradì mai chi lottava contro i nazi-fascisti.
Dopo la guerra con Aldo Poeta i piccoli proprietari si consorziarono per evitare che il Quadraro fosse demolito e che la sua impronta architettonica si omologasse con i "palazzoni"dei quartieri limitrofi sorti sull’onda della più sfrenata speculazione edilizia.
Questa battaglia ha dato i suoi frutti. Oggi il quartiere è un luogo a misura d’uomo dove i cittadini stranieri sono integrati con le loro piccole attività insieme a quelle botteghe degli italiani che puntando sulla qualità e sul rapporto umano riescono a sopravvivere alla grande distribuzione.

La storia del Quadraro diventa così il richiamo per far conoscere agli stranieri la Roma vissuta dai romani.
Ma questo quartiere popolare denso di storia e di memorie è anche un abitato a cavallo tra due grandi parchi archeologici: quello degli Acquedotti e quello, da completare, di Centocelle.
La proposta di “Ostello diffuso” si inserisce perciò in una visione di turismo sostenibile che non riguarda solo il tradizionale centro storico di Roma racchiuso dalle mura Aureliane ma può esplicarsi anche nelle periferie, come la nostra, valorizzandone i grandi beni culturali, storici, archeologici e ambientali esistenti.
L’ “Ostello diffuso” e’ una struttura sostenibile in quanto offre ospitalità a basso costo senza prevedere nuova cubatura, coinvolgendo i cittadini disposti a mettere a disposizione una parte delle proprie abitazioni, integrando così il proprio reddito, e a interessare i commercianti disposti a offrire i servizi necessari.
E’ un’idea di turismo innervata sulla partecipazione democratica, alternativa alle megastrutture alberghiere del turismo “mordi e fuggi”, povera culturalmente perché fondat saul “vedere” la città e non sul “viverla”.

Per tutti questi motivi l’associazione “Punto di svista” ha organizzato la Festa dell’8 dicembre che vorrebbe si ripetesse tutti i mesi con la speranza che il borgo di Cinecittà diventi il proscenio di dinamiche ecosostenibili.

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