

Dal 9 al 13 giugno nel teatro della parrocchia Nostra Signora di Bonaria
Anche per la stagione 2006, si conferma la tradizione della Bonaria Compagnia di Ostia (formata da alcuni giovani della Parrocchia di Nostra Signora di Bonaria di Ostia) di dare ampio spazio agli spettacoli musicali.
Dal 9 al 13 giugno andrà, infatti, in scena un libero adattamento di una commedia musicale in 2 atti sulla vita di Madre Teresa di Calcutta di Michele Paulicelli e Piero Castellacci “Teresa matita di Dio”, che racconta in musica i pensieri, le parole, le preghiere, la storia della Santa che ha speso la sua vita come missionaria in India per essere, come lei stessa amava dire "la matita di Dio”.
Il musical non ha la pretesa di essere la storia di Madre Teresa, ma intende recuperare teatralmente segmenti e sentimenti cantati, ballati e mimati della vita di una piccola donna considerata a ragione fra le più grandi del mondo.
La storia inizia dal momento in cui Madre Teresa abbandona la congregazione di Loreto, a Calcutta. L’entusiasmo, la voglia di dare inizio alla sua missione nel nome di Dio sono subito messi a confronto con le terribili condizioni di quella parte del mondo da sempre bisognosa di aiuto. Le malattie, la fame, la miseria, l’incontro-scontro con le autorità religiose locali, i dolori e i drammi dei singoli individui, sono gli elementi affrontati e svolti ora in musica e ora in prosa, con il chiaro intento di far riflettere e al tempo stesso fare spettacolo.
Il filo conduttore della vicenda è dato dal continuo scambio fra un simpatico giornalista, piuttosto dedito all’alcool e suor Bettina, allieva di Madre Teresa che decide di seguire la maestra lungo la strada della missione. Consapevole di essere "una goccia nell’oceano" Madre Teresa con i suoi seguaci ha dato tutta se stessa ai poveri e agli ammalati. La sua missione, tra l’altro, si è rivolta ad insegnare la gioia e il desiderio di vivere malgrado le sofferenze superando la solitudine e soprattutto la pochezza interiore. La semplicità è una delle armi preferite dalla piccola suora albanese per combattere la povertà. Una povertà che non è solo quella materiale di una Terra ai limiti della sopravvivenza, ma è soprattutto la povertà del cuore.
Si rimane catturati da sonorità orientaleggianti, con cadenze reggae come in "Si può guarire", rock in "Pazza", gospel in "La matita", dalla professionalità dei ballerini, dalle liriche profonde che toccano anche argomenti delicati come la condizione della donna in India e in genere nei paesi poveri, ancora fortemente discriminata, l’aborto, il rapporto tra le diverse religioni.
Su tutto, si rimane colpiti dalla voce di Madre Teresa alias Alessandra Dolce. Una voce, capace di potenti estenzioni, che tocca il cuore e fa vibrare l’anima dello spettatore. Poi Giorgia Albero nella parte di Suor Bettina ed Alessio Casciano in quella di un giornalista ubriacone alla ricerca dell’ultimo scoop della sua vita.
Altri personaggi sono: Il volontario (Luca Fizzarotti), la donna indiana (Valentina Longo), la peccatrice (Laura De Luca), il malato (Dario Di Francesco), i bambini (Davide Casciano, Aurora Pulidori, Luca Casciano), i mendicanti (Dario Di Francesco, Raffaele Musso e Gabriele Pulimanti), le Suore ed allieve (Claudia De Luca, Laura De Luca, Valentina Samela, Luana Stefanelli, Irene Fasano, Valentina Longo e Serena Rapisarda), le guardie (Dario di Francesco e Raffaele Musso), le Signore (Claudia De Luca, Laura de Luca e Irene Fasano), i Volontari (Dario Di Francesco, Raffaele Musso e Gabriele Pulimanti), la Morte (Luana Stefanelli), il Cristo (Gabriele Pulimanti).
La Regia è di Marco Pulidori e Marco Carosi. L’aiuto regia di Raffaella Pescheta, Elisabetta Massimi, Azzurra Cassaro e Barbara Tarallo. Le scenografie di Santo Casciano, Giuseppe Chianese e Nicola Fizzarotti. Le coreografie di Azzurra Cassaro, Barbara Tarallo, Elisabetta Massimi e Daniela Rinaldi. La fotografia di Antonello Pucci. L’audio mixer di Stefano Romano, le basi di Azzurra Cassano e le registrazioni di Marco Pulidori e Santo Casciano. Il Tenico delle luci è Marco Pulidori ed il seguipersona è Santo Casciano. I costumi sono di Maria Varghas, Luisa Vassallo e Luciana Rana. Le video proiezioni di Stefania Ruggeri e Valentina Longo. Gli sponsor sono Don Alberto, Don Andrea e Don Rafael.
Le recite si terranno nei seguenti giorni: 9, 10, 11 e 13 giugno alle ore 21.00 presso il Teatro della Chiesa di Nostra Signora di Bonaria (angolo Via dell’Appagliatore) ad Ostia.
In questi ultimi anni i giovani della Compagnia hanno sperimentato diversi generi teatrali. Quando il gruppo dei volontari decise anni fa di sperimentare la rappresentazione teatrale con i ragazzi della parrocchia lo fece sull’onda dell’entusiasmo, nella consapevolezza che gli amici-attori si sarebbero soprattutto divertiti, senza il condizionamento o la preoccupazione di altri risvolti. E’ nata così, nel modo più semplice e spontaneo, una meravigliosa esperienza teatrale che ha consentito nel tempo di raggiungere risultati inattesi, dimostrando non solo a noi genitori, ma probabilmente anche ai ragazzi stessi, che possedevano potenzialità insperate ed imprevedibili, in grado di sorprendere e commuovere. Teatro non significa, in realtà, solo recitazione: teatro è anche mettersi alla prova, cimentarsi in nuovi ruoli, in nuove esperienze, non solo in relazione ai personaggi e alle loro vesti, bensì in rapporto al testo, alle sue esigenze, alla compagnia, anche se, come in questo caso, formata dai giovani dilettanti della comunità parrocchiale lidense, ma non per questo meno valida. Anzi! Sono veramente orgoglioso di questi nostri ragazzi e della loro Bonaria Compagnia che ha contribuito a renderli ancora più uniti.
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