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Pagellone A.S. Roma 2017/2018. Alisson è il più grande

Il portiere brasiliano è un paratutto. Sul podio anche Dzeko, Kolarov e Under. Delusione Schick e Defrel bersagliati dagli infortuni e Gonalons

(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Becker Alisson 8,5

E’ stato decisamente il migliore della stagione.

La Roma si ritrova un fuoriclasse tra i pali, oltre ogni più rosea aspettativa e la formidabile stagione, solo di un anno fa di Szczęsny, è solo un flebile ricordo.

L’estremo difensore del Brasile è un paratutto, che ha saputo mostrare grandi qualità tecniche.
È migliorato anche palla al piede, divenendo nei momenti di bisogno un libero aggiunto per la squadra

Bogdan Lobont n.g.

Lukasz Skorupski 6

Con un mostro come Alisson, complice l’uscita dalla coppa Italia anzitempo, il portierone polacco ha avuto ben poche possibilità di giocare. Solo due occasioni per lui: nella sfortunata gara di coppa Italia contro il Torino e nell’ultima di campionato dove è apparso molto più convincente

Da Silva Bruno Peres 6

Una stagione con alterne vicende. Ha iniziato come un punto fermo sin dal ritiro estivo, in attesa del rientro di Florenzi, e il mister ha potuto fare affidamento sulla sua presenza in campo. Poi è arrivato il catastrofico incidente in auto alle cinque di notte che lo ha squalificato moralmente agli occhi dei tifosi. Ma la sua stagione non è finita lì, ma è riuscito fortunosamente a risollevarsi con l’episodio del salvataggio della palla sulla linea della porta contro lo Shakhtar Donetsk. Da lì in poi ha ritrovato una certa continuità di prestazioni fino alla fine

Elio Capradossi n.g.

Federico Fazio 6,5

Si diceva che non avrebbe potuto reggere nella difesa a 4 di Di Francesco, ma ha confermato di essere il leder difensivo di questa squadra e, a parte qualche svarione in campionato, è stato sontuoso nei suoi anticipi di testa o nell’impostare l’azione da dietro

Jonathan Silva n.g.

Una sola apparizione per lui

Juan Jesus 6

Un inizio un po’ balbettante con incarichi sia da esterno che da centrale. Man mano che la squadra è cresciuta di continuità è divenuto un affidabile rimpiazzo dei titolari difensivi

Rick Karsdorp n.g.

In attesa di rivederlo completamente guarito dal doppio infortunio al ginocchio

Aleksandar Kolarov 7,5

Un inizio da campione vero. Nei momenti di difficoltà iniziali le sue giocate hanno fatto la differenza e la squadra si è affidata al suo carisma e alla sua classe. Ha sempre giocato, non avendo avuto validi sostituti e nella seconda parte ne ha risentito avendo consumato molte energie, ma ha saputo garantire tecnicamente e tatticamente quella presenza imprescindibile sulla fascia

Kostas Manolas 7

La sua stagione è stata in crescendo.
Qualche prestazione balbettante in campionato, ma è stato in Champions che ha dato il meglio di sé.
Il culmine lo ha raggiunto con il gol vittoria contro il Barcellona.
Finale di stagione da incorniciare

Luca Pellegrini n.g.

Mirko Antonucci n.g.

Daniele De Rossi 6,5

Stagione da primo capitano e speriamo non sia l’ultima. Grande spirito di sacrificio, come sempre, e qualche partita da dimenticare, vedi Genova in campionato, ma quando non c’è stato, si è sentita la sua mancanza. La Roma non ha ancora un suo erede e in quella posizione così delicata la sua saggezza tattica è ancora preziosa, seppur con le dovute pause

Alessandro Florenzi 6

Stagione impegnativa per lui, al rientro dal terribile doppio infortunio al ginocchio.
Da esterno basso non sempre è riuscito a sviluppare quella continuità necessaria nel ruolo, ma qualche chicca delle sue le regala. Nel finale perde molta lucidità.
Che la Roma non se lo faccia sfuggire

Santos Da Silva Gerson 5,5

Il giovane brasiliano ha trovato la fiducia del mister, che quando ha potuto lo ha buttato nella mischia.
La partita di Firenze, da esterno alto, rimane la più importante con due pregevoli gol all’attivo.

Resta, però, il grande calo nella seconda parte dell’anno, dove il centrocampista ha perso posizioni nei confronti dei compagni.
Per la spesa investita su di lui rimane ancora un punto interrogativo

Maxime Gonalons 5

Arriva a Roma con tutti i buoni propositi, ma l’ex capitano del Lione, preso per far rifiatare De Rossi, ha deluso tutte le aspettative, commettendo spesso gravi errori e non è riuscito mai a integrarsi negli schemi della squadra.

Qualche lampo lo si è visto nel finale di stagione, ma ormai fuori tempo massimo

Radja Nainggolan 6,5

Di certo la stagione più faticosa da quando è nella capitale e non l’hanno aiutato il nuovo assetto tattico, le vicissitudini con la nazionale belga e le sue serate al limite, peraltro filmate, che gli sono costate una squalifica dalla società.
Ma il ninja è un combattente e non ha mai mollato garantendo comunque quella qualità, che in diverse partite ha fatto la differenza

Lorenzo Pellegrini 6

Al rientro alla casa madre il suo contributo è stato tutto sommato positivo.

Ha mostrato, sebbene solo a tratti, buone capacità tecnico-tattiche e tanti margini di miglioramento

(Photo Filippo Monteforte – AFP – Getty Images)

Kevin Strootman 6

Una stagione con maggior continuità di gioco.

Il suo contributo e il suo attaccamento sono stati commoventi, ma non è tornato la “lavatrice” dei tempi di Garcia.

Tanta sagacia tattica e grinta da vendere sulla mediana, ma i passaggi “lavati” a puntino sono purtroppo solo un ricordo

Cengiz Under 7,5

All’inizio ha stentato a ingranare; troppe novità, una lingua diversa, cultura diversa, campionato diverso, ma poi i suoi gol sono stati la scossa per il nuovo corso di Di Francesco e le sue giocate si sono rivelate determinanti per raccogliere punti in campionato e in coppa, anche se ha steccato la gara di andata con il Liverpool.
Mezzo punto in più comunque per quello che ha rappresentato

Gregoire Defrel 5

Gli infortuni non lo hanno mai abbandonato e non gli hanno permesso di rendersi utile, con conseguenze evidenti sulle sue prestazioni.

A parte la primissima parte di stagione in cui ha coperto la fascia destra avanzata, ha poi alternato le sue presenze tra infermeria, panchina e poi ospedale

Edin Dzeko 8

Ormai è il vero leader di questa squadra.

Un’altra stagione da protagonista imprescindibile, nonostante il periodo invernale in cui, distratto dalle sirene inglesi, è crollato emotivamente, ma poi si è ripreso alla grande trascinando la Roma in semifinale di Champions e al terzo posto in campionato

Stephan El Shaarawy 6,5

Stagione altalenante, tra grandi exploit, come nella gara casalinga con il Chelsea, e gare anonime.

Il Faraone, grazie anche alle disposizioni tattiche del mister, è diventato una bocca di fuoco importante, ma non ha raggiunto quella continuità con cui ha sempre dovuto fare i conti nella sua carriera

Diego Perotti 7

Stagione da leader e giocatore determinante.

Le sue serpentine sono state micidiali e ne hanno fatto le spese squadre illustri.

Quest’anno, inoltre, ha visto di più anche la porta e ha segnato reti fondamentali.

Peccato per gli infortuni di fine stagione che lo hanno penalizzato

Patrik Schick 5

Il flop della stagione, condizionato dal prezzo del suo cartellino, che ha fatto lievitare le attese su di lui.

Il 22enne attaccante non è riuscito a fare il grande salto, complici anche una serie di infortuni, dopo uno stop abbastanza lungo per i problemi medici riscontratigli in estate.

Ha tutto per riscattarsi il prossimo anno

All. Eusebio Di Francesco 6,5

Con una squadra che ha faticato a carburare, dopo la perdita sul mercato di Salah, Ruediger e Paredes e non rimpiazzati, ha dovuto attendere l’esplosione di Under per iniziare un percorso che lo ha condotto alla semifinale di Champions.

In campionato avrebbe potuto fare di più, viste le troppe sconfitte interne, e in Coppa Italia ha peccato di turn over e gli è costata l’eliminazione, ma è riuscito, in generale, a dare un’idea di squadra e a creare un gruppo convinto delle proprie qualità

Società 6,5

Tante situazioni sono cambiate nell’assetto societario, dall’avvento dell’ad Gandini, all’arrivo del ds Monchi, fino all’innesto nella dirigenza di figure romaniste e legate al campo come Totti, De Santis e del ritorno in prima linea di Bruno Conti.
Uomini importanti, di campo, che confermano quello che Di  Francesco disse al suo insediamento: ripristinare il senso di appartenenza, ovvero creare un gruppo che remi compatto verso gli obiettivi.

Nell’ambito del marketing si è raggiunto il tanto agognato contratto con il main sponsor (la Quatar airways).

La politica di calciomercato ha riscontrato diverse carenze, come le suddette cessioni di Salah, Ruediger e Paredes non proprio rimpiazzati, anche se sono arrivati giocatori fondamentali come Kolarov o talenti azzeccati come Under. Rimandato “mister 40 milioni” Schick, ma ha margini di miglioramento se il gruppo lo aiuterà.

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