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Parco di Centocelle: ma cosa avremo a marzo?

Le riflessioni e gli interrogativi in una mail di un nostro lettore presente all'assemblesa del 23 gennaio

Egr. Direttore anch’io ho partecipato all’assemblea pubblica del 23 gennaio tenutasi presso l’aula consiliare del X Municipio e sinceramente ho tratto conclusioni diverse da quelle pubblicate da Aldo Pirone sul Vs. sito Web. Secondo me è inconcepibile ed assurdo che, a  lavori quasi ultimati per il primo lotto (30 ettari su 120), emergano ancora interrogativi e dubbi di cosa i cittadini potranno realmente avere subito a disposizione e di come sarà gestito. Con questi presupposti la realizzazione del parco su tutti i 120 ettari è veramente un miraggio.

L’unica cosa certa, come documentato ed illustrato dall’archeologa Dr.ssa P. Gioia, sono le preesistenze archeologiche sia nel Parco di Centocelle, che nel Pratone di Torre Spaccata. Numerosi sono i ritrovamenti di particolare interesse storico-artistico e la presenza di ville di epoca imperiale, che ancora resteranno nascoste al grande pubblico.

Il mio intervento purtroppo è dettato dalla delusione e dalla “rabbia” per quanto è stato riferito dai pochi rappresentanti politici presenti nell’assemblea (gli assessori R. Morassut, e D. Esposito, rispettivamente, ass. all’urbanistica e all’ambiente del Comune di Roma non si sono presentati) che non hanno dato alcuna informazione esaustiva sulla sistemazione definitiva di tutta l’area.

Basta pensare che ancora oggi, ad un mese dalla fine lavori, non si sa quale sarà il punto di accesso al Parco. Da viale Togliatti è impossibile perché bisognerebbe passare tra gli autodemolitori e il campo nomadi, da via Papiria sembra impossibile perché non sono stati eseguiti tutti gli espropri dei terreni interessati e da via Casilina sorge il problema del parcheggio auto. I ponti pedonali, su via Casilina e viale Togliatti, che dovevano collegare Centocelle e Torrespaccata al Parco, sono rimasti sulla carta.

Altro aspetto da non sottovalutare è chiedersi come si concilierà il Parco con gli autodemolitori ed il campo nomadi. Dagli interventi degli amministratori sembra che la soluzione più ovvia, per adesso, sia la realizzazione di dune di terreno che saranno create tra il Parco e il campo nomadi in modo da delimitare e separare le due aree.

E’ inconcepibile che ancora oggi su problemi decennali, l’amministrazione comunale non ha ancora preso una decisione in merito, purtroppo si trovano sempre soluzioni tampone per non affrontare e risolvere definitivamente il problema. E’ stato affermato che bisogna ancora verificare e stabilire se la sistemazione definitiva degli autodemolitori sia di competenza comunale o regionale. Solo quando ci sarà chiarezza (forse nei prossimi trent’anni) allora verranno attivati tutti i meccanismi per una soluzione decorosa per tutti.

Altra novità è che il campo nomadi non sarà spostato fino a quando non sarà trovata un’area alternativa adatta; mentro solo qualche giorno fa lo “sgombero” era dato per imminente. Alcuni mesi fa, per Vicolo Savini, Muratella e altre zone della Tiburtina le soluzioni sono state trovate rapidamente.

Facciamo un tuffo nel passato, e precisamente a maggio 2003 e rileggiamo quanto comunicato dal Sindaco Veltroni, nel depliant “Parco di Centocelle: Verde, sport e archeologia” ai cittadini di Torrespaccata.

Il paragrafo “Partono i lavori sulla prima area del parco” contiene quanto segue:
“… Il Parco non è più un sogno lontano, semplicemente visibile sulle planimetrie, ma ancora lontano dall’essere concretamente realizzato o almeno avviato. Un primo stralcio dei lavori è pronto a partire su circa un quarto dell’area complessiva: 31 ettari di proprietà comunale… .
Si tratta di lavori urgenti e necessari per la salvaguardia generale del nuovo Parco, anche perché con essi l’area diventa accessibile ai mezzi di vigilanza e diviene possibile l’avvio del restauro dei complessi archeologici. In questa fase dei lavori è prevista una prima sistemazione a prato rustico, con giochi, panchine e zone d’ombra. Le ville romane saranno recintate e aperte al pubblico con visite guidate. I lavori in corso saranno rappresentati ed esposti in una tensostruttura allestita per la circostanza, dove si informeranno i cittadini sullo stato di avanzamento dei lavori del Parco. Si apriranno anche i lavori riguardanti un’altra area di 32 ettari, quella occupata dall’ex campo nomadi di Casilino 700. Anche qui vi saranno lavori di bonifica e consolidamento, sistemazione del bacino d’acqua e impianto di essenze arboree. Per i centri di servizi saranno banditi appositi concorsi di Architettura. Il completamento dei lavori sulle restanti due aree di 34 e 23 ettari potrà avvenire quando esse saranno acquisite definitivamente dal Comune di Roma.

A marzo 2006 vedremo tutto questo?

La realtà. Nell’assemblea del 23/1, il Direttore dei lavori del Parco, ha riferito che in questi mesi si è lavorato in condizioni veramente precarie in quanto sono stati compiuti diversi atti vandalici verso i macchinari della ditta appaltatrice dei lavori e verso gli impianti e le cose già realizzate. Viene citato, come esempio, il fatto che alcuni giorni gli alberi piantati durante il giorno sono stati sradicati la notte stessa da ignoti.

Inoltre in molti casi si è dovuto ricorrere più volte alla rimozione di carcasse d’auto e di calcinacci che durante la notte venivano trasportati nell’area dei lavori.

Questa è la condizione nella quale si è operato.

Viene spontanea una domanda. In queste condizioni, cosa sarà pronto e/o consegnato tra un mese? Quel poco che sarà realizzato come sarà gestito e soprattutto quanti mesi reggerà agli assalti notturni dei soliti ignoti? E’ accessibile e sicuro per i cittadini un “parco” del genere?

Purtroppo i fatti concreti per il nostro quartiere, ad oggi, sono i seguenti:
• Deliberazione di Giunta Municipale con la quale il Pratone di Torrespaccata, con il Nuovo Piano Regolatore Generale, sarà “attrezzato” con 1.100.000 mc di cemento;
• Mancanza di fondi per la realizzazione dei rimanenti 90 ettari del Parco di Centocelle
• Nessuna soluzione per la dislocazione degli autodemolitori in aree idonee
• Nessuna soluzione per il campo nomadi Casilino 900
• Restringimento di una carreggiata di viale Palmiro Togliatti, da via Papiria a via Casilina, per la realizzazione del Corridoio della Mobilità Cinecittà-Ponte Mammolo

Le panchine, i viali, le piste ciclabili, il Parco Archeologico… dove li vedremo? Forse tra i ca. 200 palazzoni che dovranno sorgere a Torrespaccata o tra i fumi nocivi provenienti dal campo nomadi o dall’area irrespirabile dell’intasamento automobilistico di viale Togliatti?

Queste sono gli atti espletati dall’Amministrazione Comunale per rendere vivibile la nostra Periferia?

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