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Parte il progetto “Termini Esquilino sicuri”

368 mila euro stanziati dalla Giunta per la riqualificazione e la sicurezza del quartiere

Rispetto al grido dall’allarme lanciato dai cittadini residenti e dai problemi da loro denunciati su degrado e insicurezza, in effetti, 368 mila euro sembrano pochini. Quanto meno per ridare fiato alle loro legittime speranze. Ma per la Giunta comunale, che ha approvato la scorsa settimana il provvedimento, le casse comunali potevano davvero fare di più?  Anche se l’operazione reca il marchio tranquillizzante Termini ed Esquilino sicuri  le perplessità  (e le paure) dei cittadini, almeno quelli con i quali abbiamo avuto occasione di parlare, per ora rimangono intatte.


In realtà il programma aveva già preso avvio lo scorso maggio grazie all’intervento della Regione Lazio e si sviluppava (come adesso) su un’area abbastanza estesa. Vale a dire da Colle Oppio a piazza Vittorio, dalla Stazione Termini (compresa l’intera piazza della Repubblica e via Marsala) a via Merulana e San Giovanni. Come si vede, un progetto vasto che, secondo il Campidoglio “punta a dare concreta risposta alle esigenze spesso manifestate dai residenti di zona“. Fin troppo chiare le finalità del programma: decoro, tutela, sicurezza, integrazione.


Termini ed Esquilino sicuri, sottolineano ancora i portavoce del Comune “parte dall’idea che a Roma non esistono quartieri etnici”. Idea invero originale, anche se immediatamente seguita dalla spiegazione (non del tutto soddisfacente) che tale “inesistenza” è merito della città stessa, della  sua storica propensione all’accoglienza, del suo straordinario DNA che ha la capacità di integrare chiunque vi abita.  E che i presupposti della sicurezza sono la riqualificazione territoriale, la mediazione sociale e l’educazione alla legalità. D’obbligo, ovviamente, la collaborazione di tutti i cittadini romani, delle associazioni degli stranieri residenti, delle forze dell’ordine.


Condividiamo in pieno le idee portanti dell’Amministrazione capitolina. Ma cosa sono, domandiamo, se non “quartieri etnici”, gli insediamenti rom nelle periferie (e non solo) della città?  Ed inoltre, siamo tanto sicuri delle virtù miracolose del nostro DNA?


Il progetto Termini ed Esquilino sicuri rimane comunque progetto interessante oltreché ambizioso anche se, ci si perdoni, finanziariamente sottodimensionato. Basteranno i 730 milioni di vecchie lire a pagare, almeno, lo straordinario dei vigili urbani?  E poi…

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