

Presentato il piano di riassetto organizzativo dell’Amministrazione comunale
Pronto il piano di riorganizzazione degli uffici capitolini disposto dalla Giunta Alemanno. Obiettivo: riduzione dei costi e aumento dell’efficienza della macchina amministrativa. Una riorganizzazione quella indicata nella direttiva del sindaco del 21 luglio 2008 che prevede, da subito, l’abolizione di alcune macrostrutture. Primi agnelli sacrificali il Dipartimento XVII (Semplificazione amministrativa e Comunicazione), il Dipartimento XVIII (Giovani, Rapporti con l’Università e Sicurezza) e il Dipartimento XX (Sport, Turismo e Moda). Le loro competenze vengono trasferite ad altri uffici, secondo il criterio dell’omogeneità delle funzioni.
In totale i Dipartimenti comunali passano da 20 a 17, destinati a scendere a 16 perché il Dipartimento sulle “Politiche di promozione dell’infanzia, della famiglia e della gioventù”, realizzati i progetti legati alla scuola (ex legge 285), verrà anch’esso abolito.
Aumentano invece gli uffici extra dipartimentali passando dagli attuali 16 ai 18. Ma qui il discorso è più complesso. Vengono soppressi l’Ufficio direzione investimenti e finanza e l’Ufficio progetti metropolitani. L’Ufficio speciale emergenza traffico e mobilità e l’Ufficio parcheggi, invece, assumono carattere di temporaneità e dal gennaio 2009, data prevista per l’adempimento delle loro funzioni, confluiranno entrambi nel Dipartimento VI (Politiche della Mobilità).
L’Ufficio decoro urbano estende i propri compiti e assume la nuova denominazione di “Ufficio per le politiche della sicurezza e del decoro urbano”, mentre l’istituzione di due nuovi Uffici, “Politiche del turismo e per l’assetto istituzionale di Roma capitale” e “Politiche per la promozione e lo sviluppo dello sport”, serve ad assorbire, in buona parte, le competenze del disciolto Dipartimento XX.
In sostanza viene riaffermato il principio per cui gli uffici extradipartimentali , tranne quelli di supporto agli organi politici e gestionali dell’amministrazione (Gabinetto del Sindaco, Segretariato, Ragioneria Generale), si configurano quali strutture a carattere temporaneo volte ad implementare nuove funzioni o a raggiungere obiettivi di particolare rilevanza.
Il successivo approfondimento tecnico-organizzativo degli uffici centrali, al fine di accertare le eventuali connessioni funzionali con altre strutture dell’ente, per poi procedere ad una ulteriore razionalizzazione nel numero e nella tipologia, è affidato ad un apposito organismo nominato dalla Giunta: la Commissione Macrostrutture.
Alle novità apportate dal piano non sono immuni le strutture decentrate. I Municipi, infatti, si articoleranno presto in una ulteriore U. O. denominata “Unità di programmazione, monitoraggio e controllo dell’andamento e dei risultati della gestione municipale” e assegnata alla responsabilità del Direttore del Municipio.
Intanto l’assessore al personale Cavallari fa sapere di voler stabilire un tetto al numero dei dirigenti esterni: un massimo di 12 per valorizzare al meglio la professionalità interna. Discorsi già sentiti. Che sia proprio una Giunta di centro-destra a tradurli in fatti?
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