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Patto sicurezza Comune di Roma-Prefettura in otto punti. Ora tocca al Governo

5 grandi Campi nomadi fuori del Raccordo, 11 piazze di ritrovo degli immigrati, nuove norme contro prostituzione e accattonaggio e impegno per il decoro urbano

Il Comune di Roma ha concordato con la Prefettura un “patto per la sicurezza” in otto punti, in risposta alla sollecitazione rivolta, circa un mese fa, dal ministro degli Interni Giuliano Amato per dare una risposta alle esigenze delle popolazioni delle aree metropolitane.

Ecco i punti del “Patto”:

1) Quattro o cinque “villaggi della solidarietà” (grandi campi nomadi attrezzati), sul modello di Castel Romano, fuori dal Raccordo anulare (costo 15 milioni, per ospitarvi i 6.500 nomadi censiti regolarmente) 2) Programma di interventi per la lotta all’accattonaggio 3) Abbattimento dei campi abusivi presenti in città e successiva bonifica delle aree interessate (costo 2 milioni) 4) Azioni di contrasto della prostituzione 5) Lotta alle scritte vandaliche 6) Azione di contrasto del commercio abusivo e della contraffazione 7) Controlli nelle piazze più affollate di notte (in particolare Campo de Fiori) 8) Progetti di gestione (costo 829 mila euro l’anno) delle 11 piazze punto di ritrovo degli immigrati.
E cioè: largo A. Ravizza (slavi), stazione metro Anagnina (rumeni e slavi), piazza di Villa Carpegna (africani), largo della Polveriera (cinesi, africani, vari), piazza XII Ottobre (Ucraini, russi, romeni), p.le delle Crociate (slavi, africani), p.le Partigiani (slavi), p.za Mancini (sudamericani, filippini), l.go Preneste o v. Arco di Travertino (vari), Parco Cestio (romeni, vari), p.za Mar.llo Giardino (sudamericani, filippini).   Nei cosiddetti “villaggi della solidarietà” fuori dal raccordo, dotati di tutti i servizi e gestiti da cooperative di nomadi ha precisato Luca Odevaine, vice capo di Gabinetto del Campidoglio: “verranno ospitati i nomadi che vivono nei campi già censiti a Roma. Diversa è invece la situazione degli insediamenti abusivi, abitati spesso da cittadini romeni non di etnia Rom”. Per questi campi, spuntati nelle aree verdi e zone urbanizzate di Roma, scatterebbe, secondo Odevaine l’abbattimento.

Il Comune ha chiesto al Governo nuovi finanziamenti per contrastare l’accattonaggio e nuove leggi per proibire la prostituzione in strada.
In proposito ha spiegato il prefetto Serra: “L’idea è quella di fare come in altri Paesi dove questo tipo di prostituzione è vietata. Le alternative potrebbero essere cooperative o zone dedicate”.

Per le 11 piazze il Comune ricercherà un accordo con le comunità straniere che potranno utilizzare le aree (da attrezzare come luogo di ritrovo settimanale (previsti i giovedì e le domeniche) e in 12 giorni festivi. In queste aree dovrebbero essere installati:  bagni chimici, nei giorni di utilizzo da parte degli immigrati; grandi cesti portarifiuti e panchine; dovrebbe essere eseguita la pulizia e il lavaggio, il controllo e vigilanza delle squadre del decoro urbano o di associazioni di volontariato; la vigilanza dei vigili urbani il giovedì e la domenica; la pulizia dell’Ama il giovedì notte e la domenica notte.

La realizzazione di parecchi degli otto punti abbisogna di un sostegno legislativo ed anche finaziario del Parlamento, su impulso del Governo.
I tempi presumibilmente non saranno brevi.

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