

L'11 giugno 2007
Un partito laico, che punti su giovani e donne, che rinnovi la politica: è il Pd che vuole la società civile, riunita l’11 giugnoal teatro Ambra Jovinelli da Ileana Argentin, Enzo Foschi, Paolo Masini, Fabrizio Panecaldo, Eugenio Patané, Giulio Pelonzi, Massimiliano Valeriani. L’iniziativa, a cui è stato dato il titolo "Il partitodemocratico che vogliamo", segue quella analoga del febbraioscorso, nel corso della quale si erano già ascoltati richiami alla partecipazione. "Il Pd che vogliamo – ha affermato la delegata del sindaco per le Politiche dell’handicap, IleanaArgentin – è aperto alla società civile e proprio per questocapace di rappresentarla al meglio. Anche oggi si e’ dimostratoche esiste ed è forte l’esigenza di costruire un rapportodiverso tra i cittadini e i propri rappresentanti nelle istituzioni". In tanti, rappresentanti di associazioni, sonosaliti sul palco per dare consigli o esprimere timori. E intanti hanno condiviso le parole del segretario regionale Ds, Nicola Zingaretti, il quale ha auspicato che "in questa fase simettano in campo idee per le quali dare tutti insieme battaglia politica". Come "osservatore" ha partecipato all’incontro ancheil consigliere comunale Flavia Micci, ex sostenitrice dellamozione Mussi."Siamo qui – ha detto – perché pensiamo che in ottobre il Pd possa essere diventato ciò che auspichiamo: un partito vicino ai cittadini e non una fredda sommatoria di due realtà politiche".
I promotori dell’iniziativa hanno a più riprese ribadito che Il Partito Democratico deve essere “un partito che sappia ascoltare i cittadini e quanti quotidianamente sono impegnati nel sociale, nella cultura, nello sport, nel volontariato ma anche nel lavoro. Anche oggi si è dimostrato che esiste ed è forte l’esigenza di costruire un rapporto diverso tra i cittadini e i propri rappresentanti nelle istituzioni. Un rapporto che sia davvero nuovo e fatto di gesti semplici come l’incontro, l’ascolto, l’interesse e la ricerca condivisa di soluzioni ai problemi del Paese. E’ questo, e ne siamo convinti, l’unico modo per rinnovare le culture politiche, trovando, così, una sintesi per un soggetto politico che si basi su fondamenta reali”.
“Ci siamo resi conto nel nostro confronto quotidiano con le persone – hanno continuato – che il tema del Partito Democratico è un discorso che non appassiona. Crediamo quindi, anche per dare un segnale alla politica nazionale, che iniziative come quella di oggi possano far tanto per aumentare l’interesse della società civile verso quello che si può tranquillamente definire la grande novità sociale e politica più grande dal dopoguerra a oggi. E’ una occasione da non sprecare e ha bisogno di nascere nel migliore dei modi . La grande partecipazione a questa iniziativa è la dimostrazione che non può e non deve essere solo l’unione di due partiti soprattutto se intesa come assemblea di stati maggiori. Deve essere una grande forza popolare con i valori, la passione il coraggio della parte sana della nostra società. Ringraziamo tutti coloro che partecipando hanno dimostrato che pur provenendo da esperienze sociali, personali e politiche diverse condividono questa visione della politica. Il nostro sito, www.ilpdchevogliamo.eu permetterà di non interrompere il dialogo con questi mondi anche nei prossimi mesi”. Al termine dell’iniziativa, infine, è stato proposto e quindi votato dall’assemblea, un ordine del giorno che chiede ai 45 saggi di garantire nel regolamento delle primarie del prossimo 14 ottobre, la più ampia e radicata partecipazione possibile.
Tra gli interventi di spicco dell’iniziativa quelli di Massimo Rendina (Anpi), Andrea Novelli (Uisp), Alberto Giustizi (Arci), Fabrizio Marrazzo (Arcigay), Francesco Florenzano (Upter).
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.