

Spettacolo dedicato a Maurizio Rota
In un Teatro Palladium pieno in ogni ordine di posti un pubblico partecipe ed emozionato ha assistito allo spettacolo "Perché io, perché non tu" concerto per voce, suoni, immagini, ideato da Tamara Bartolini e tratto dal libro di Barbara Balzerani, con un prologo d’eccezione di Erri De Luca. "E’ stato – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI – l’ultimo appuntamento della programmazione annuale nel Teatro organizzata dal Municipio XI, che anche questa volta ha scelto di dedicarlo alle tematiche del carcere e del reinserimento socio-lavorativo di detenuti ed ex detenuti. Un impegno avviato già da tre anni insieme alle Associazioni "Il Viandante" e "Il Pavone", che si è sostanziato nel servizio "Sportello Rebibbia" e nei progetti "Belli Come il Sole" e "Municipio A Porte Aperte", tutti realizzati in collaborazione con gli Istituti Maschile e Femminile di Rebibbia con cui il Municipio ha siglato dei protocolli d’intesa.
Nell’iniziativa, che dal punto di vista organizzativo è stata curata dall’Assessora municipale alla Cultura Carla Di Veroli, si ripercorrono le vicende del libro fornendo uno spaccato significativo di una storia che nasce nella provincia romana del dopoguerra, negli anni di carcere, nel fine pena mai e nella scoperta della scrittura come strumento di espressione, tentativo di dare forma ad un sentire.
La serata è stata dedicata alla memoria di Maurizio Rota, artista, musicista e cantante, che si è spento la scorsa settimana. Vissuto nel quartiere San Paolo, nato in povertà ed affermatosi in particolare nel circuito dei locali underground romani, Maurizio ha suonato e cantato con artiste del calibro di Giorgia ed alcune sue canzoni sono state interpretate da Mina. Nel 1996 Maurizio scrisse Fuori posto, un volume pubblicato dalla casa editrice Sensibili alle Foglie in cui è descritta la dolorosa esperienza della tossicodipendenza e della reclusione. In sala, per ricordarlo, sono state diffuse le note del suo ultimo lavoro, “Vengano gli angeli”, che è una specie di commiato dalla vita scritto nella consapevolezza dell’avvicinarsi della morte".
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