

Il WWF lancia l'allarme cemento in VIII Municipio
Una pesante minaccia di cementificazione totale grava sul Municipio VIII di Roma, per effetto delle previsioni del piano regolatore del 2008, aggravate ulteriori densificazioni e dal Master Plan di Torbellamonaca.
Una ad una le aree verdi che oggi separano i quartieri, come ultimi preziosi cuscinetti di ossigeno, saranno occluse da una crosta di cemento, con il conseguente dissesto idrogeologico e il rischio d’una paralisi completa del quadrante orientale della città.
Dal pratone di Torrespaccata, naturale successione del parco archeologico d Centocelle, ai prati di Torre Angela, dall’agro romano di Torbellamonaca ai cunei di verde di Grotte Celoni e Fontana Candida, che ci offrono la veduta dei Castelli Romani; dalle quiete alberate dei Due Leoni e la Borghesiana che respingono smog e decibel sulla via Casilina ai panorami di Rocca Cencia, che si aprono alla zona umida di Pantano Borghese e al parco archeologico di Gabi.
Aree di pregio naturalistico, di documentate testimoninze archeologiche e delicati equilibri geologici, che offrirebbero alla periferia una straordinaria occasione di riscatto economico, ambientale e culturale, attraverso l’istituzione di parchi protetti (presenti in altri municipi e non qui!) , di percorsi ciclabili alberati , di progetti di rinaturazione per la biodiversità, l’impianto di colture biologiche, peraltro tra i pochissimi settori in attivo.
Accadrà invece il contrario, se verrà ancora una volta favorita la rendita speculativa del mattone, che consuma ottusamente il suolo e l’acqua, sommando collasso al collasso e moltiplicando i disagi e i costi per i cittadini. Oltretutto il sottosuolo dove si vogliono erigere questi progetti è attraversato da falde idriche di pubblico interesse, di ricarica dell’acquedotto dell’Acqua Vergine che disseta l’intero Municipio. In molti casi definite "aree critiche" dalle autorità di bacino, causa l’eccessivo sfruttamento della falda, che rischia di compromettere l’approvvigionamento di acqua potabile.
"Da tempo lanciamo allarmi – dichiara Simone Paoletti, presidente del WWF Borghesiana – relativi all’inquinamento e all’impoverimento della risorsa idrica, ma adesso, vista l’assenza di risposte è ora di richiame l’amministrazione e le autorità competenti ai propri compiti e alle proprie responsabilità. Chiediamo prima di tutto che vengano rese pubbliche le autorizzazioni acquisite dai progetti, in ordine agli aspetti igienico sanitari derivanti dalla pressione dei progetti stessi sul suolo.
Chiediamo inoltre di conoscere le valutazioni d’impatto ambientale previste dal diritto comunitario, senza le quali nessuna cementificazione può avere luogo. Siamo pronti a percorrere ogni via legale necessaria per impedire che la Capitale d’Italia continui a distruggere senza fine le ultime aree verdi rimaste intatte. Una città, va ricordato, che possiede 245 mila abitazioni vuote e che non resce demograficamente ha solo il dovere di fermarsi, recuperare il costruito e tutelare il suo verde e il suo futuro."
Info: www.wwfborghesiana.org
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