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Piano Regolatore Generale e Bilancio sociale di mandato

La Giunta Veltroni si congeda

La Giunta capitolina si congeda da Palazzo Senatorio con due importanti atti: il Piano Regolatore Generale, atteso da quaranta anni, e il Bilancio sociale di mandato.

Sul primo, del quale abbiamo seguito gli aspri dibattiti in Consiglio, è stato detto tutto o quasi. Tuttavia, i suoi numeri stanno ad indicare un paio di cose che vogliamo ribadire. La prima è che il comune di Roma, a dispetto della convinzione popolare che assegna il primato a Parigi o a Londra e malgrado l’istituzione del comune di Fiumicino ne abbia assorbito l’intera XIV circoscrizione, con i suoi 129 mila ettari di superficie, è ancora il più esteso d’Europa. La seconda è che il divieto di costruire su 90 mila ettari (circa due terzi del territorio) costringerà finalmente le Amministrazioni comunali (presenti e future) ad affrontare la questione dello sviluppo e della modernizzazione in perfetta sintonia con la tutela ambientale, ma anche con l’ identità storica della città.

L’altro atto, presentato come novità assoluta, è costituito dal bilancio sociale di mandato, “uno strumento di rendicontazione – dice Causi, l’assessore alle politiche economiche e di bilancio- che affianca ed integra il tradizionale bilancio d’esercizio”. E infatti si tratta di un documento di trasparenza amministrativa che informa i cittadini su tutto quello che è stato fatto e come sono stati spesi i soldi pubblici dall’Amministrazione Veltroni nell’arco del suo mandato (il quinquennio 2001-2006). Insomma, si dà conto dei risultati raggiunti illustrando il modo in cui sono state utilizzate le risorse finanziarie a disposizione in termini di infrastrutture, servizi e investimenti, descrivendoli analiticamente voce per voce.

Con la presentazione di questo documento, cui in verità la stampa cittadina non ha dato il giusto risalto, Roma diviene il primo comune italiano ad adottare uno strumento che contiene un “forte” elemento di innovazione, oltre che di trasparenza amministrativa: quello della comunicazione tra amministrazione e cittadini .

“ Roma – dice Veltroni -è una città con un bilancio risanato, un debito ridotto, una crescita competitiva sia sociale che culturale avvenuta in un contesto di riduzione dei trasferimenti”. In effetti, i dati del bilancio sociale di mandato consentono a chiunque di verificare che quegli obiettivi strategici dichiarati il 26 giugno 2001 nell’aula di Giulio Cesare, allorché Veltroni presentò il programma della sua Giunta, sono stati raggiunti in pieno, registrando una maggiore ricchezza per Roma.

Ma è davvero una novità assoluta per Roma il bilancio sociale di mandato? Non è per fare dietrologia o cedere a tentazioni nostalgiche (ne è testimone proprio il Sindaco, a quei tempi giovanissimo consigliere comunale), ma già nel 1981 un documento del genere era stato presentato dal gruppo consiliare PCI per illustrare i cinque anni di attività della I Giunta di sinistra della capitale (1976-1981), presieduta da Argan prima, da Petroselli e Vetere poi. Meno articolato, privo delle caratteristiche del documento contabile tout court, rispondeva comunque anch’esso al principio di informare, spiegare, rendere conto. Diviso in quattro sezioni (macchina comunale, territorio, ambiente e servizi sociali), constava di 55 schede commentate con grande semplicità di linguaggio e chiarezza di comunicazione, immuni da ogni virus propagandistico. Una copia di quel documento, emblema di un’ era politica che fa da spartiacque ai disastri democristiani e introduce un nuovo modo di amministrare la città, la custodiamo ben stretta.

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