Municipi:

Piazza Perestrello, la piazza che non c’è

A Torpignattara, vicino al Pup, sterpi e immondizie

Che fare di uno spazio aperto, unica area miracolosamente scampata al cemento e alle macchine in un quartiere che non ha uno straccio di piazza degna di questo nome?
Una piazza è ovvio. Questo suggerirebbe il buon senso o meglio ancora il senso civico che, avvalendosi dei più elementari principi di urbanistica riconosce la necessità in un quartiere di luoghi di socializzazione all’aperto in mancanza dei quali gli si dà la connotazione di parcheggio e/o di dormitorio.

E invece no. Dell’unica area disponibile per realizzare una piazza degna di tale titolo, Torpignattara ne ha fatto uno spiazzo sterrato, ricettacolo privilegiato di deiezioni dei cani, cocci di bottiglia e ogni altro genere di rifiuto.

Piazza Perestrello (il toponimo suona come una beffa) è attualmente così impraticabile che gli stessi proprietari di cani vi introducono solo gli animali, perché la costellino dei loro bisogni, restando prudentemente all’esterno. Insensato, paradossale incivile. Questa è la qualifica che condensa gli anni di incredibili negligenze che ne hanno fatto la storia.

E’ del 2006 l’annuncio roboante del trasferimento del mercato dell’adiacente Largo Perestrello (che da sempre incrocia i propri destini con la piazza) sulla piazza stessa, sopra al parcheggio interrato da realizzare nell’ambito del PUP. Il trasferimento avrebbe preceduto la trasformazione e riqualificazione di Largo Perestrello nella tanto agognata Piazza. Fin qui le buone intenzioni. I fatti ovviamente hanno seguito tutt’altro corso.
Dell’insieme, guarda caso, l’unica parte andata a buon fine sono proprio i parcheggi interrati (ad opera del privato di turno) tutto il resto langue sotto il peso del solito avvicendarsi di inefficienze/negligenze a cui chi vive in Italia è tristemente abituato. Finanziamenti assegnati e poi distolti, rimpalli di competenze, l’incredibile scoperta, a posteriori, che una porzione dell’area data in concessione nell’ambito del PUP è di proprietà privata, la mancata realizzazione da parte di chi ha costruito il parcheggio delle opere compensative dovute, la mancata presa in carico da parte del Comune dei parcheggi realizzati e chi più ne ha più ne metta.
Una miscela di giustificazioni che come spesso succede quando si ha a che fare con le istituzioni e con i soliti gruppi di interesse rende difficile districare il bandolo e risalire alle responsabilità.

Resta però inoppugnabile l’evidenza del fallimento e la certezza di chi ne fa le spese. I cittadini tanto per cambiare. La dignità di chi abita nei dintorni ed è costretto a convivere con un puzzo insopportabile, di chi è costretto a passarci davanti e trasloca sull’altro lato della strada, dei pochi esercenti che ancora resistono sul perimetro di un’area che, denominata Piazza sullo stradario, è invece nella realtà più assimilabile a una fogna a cielo aperto. A riprova, l’abbondanza di topi che vi scorrazzano indisturbati. Tutto ciò non è degno di un paese civile. Men che meno di una capitale descritta come “la città più bella del mondo” con la facile retorica populista di chi occupa le comode poltrone che affacciano sui tesori di duemila anni indietro e pensa che la rendita di immagine da questi assicurata sia sufficiente a colmare l’incuria ed il disinteresse per ciò che accade aldilà di ponte Casilino.
Vorrei ricordare loro che la città è anche qui o, forse, è soprattutto qui, in uno di questi luoghi frettolosamente bollati come periferie che invece accolgono il 70% della popolazione residente. Non si può ridurli a un’accozzaglia di macchine e cemento o al terreno di sfogo privilegiato dei voraci appetiti della speculazione. Abbiamo diritto a Piazza Perestrello. Ripartiamo da qui per chiedere alle istituzioni un segnale di attenzione e di rispetto per i cittadini di Torpignattara.

Valeria Garbati, Comitato Torpignattara

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