

Le associazioni fanno il punto su sicurezza stradale, bike sharing e piste ciclabili
"Nella capitale le piste ciclabili sono cattedrali nel deserto", dice Tonino Floris dell’associazione Biciebike. E sono il segno tangibile che se a livello amministrativo ci sono delle politiche per sostenere una mobilità alternativa ed ecologica, non funzionano.
Critiche e suggerimenti per i quotidiani disagi di ciclisti e pedoni hanno animato la conferenza di giovedì 11 Settembre 2008 ore 11:00 al circolo Legambiente Roma Nord, lungo la ciclabile del Tevere, in via Capoprati 12, molto sentito è stato il dibattito sulla sicurezza.
"La sicurezza è ormai una tema per la propaganda – sostiene Andrea Novelli, presidente Uisp Roma – non riguarda più il benessere della persona o l’inclusione di tutti a discapito di una selezione competitiva". "Il problema non si limita alle aggressioni o gli omicidi sulle ciclabili – prosegue Floris – verte sui continui incidenti stradali lungo le consolari che spesso passano in secondo ordine."
"Sulla strade di Roma ci sono un morto e 70 feriti al giorno – incalza Vito De Russis dell’associazione Diritti dei Pedoni, e ricorda, in quanto segno di grande inciviltà e degrado, che "un terzo dei pedoni muoiono proprio sulle striscie pedonali. Tuttavia si continua a costruire parcheggi: quale migliore attrattiva per il traffico dei 500 nuovi parcheggi previsti in centro?"
Si è poi notato che proprio tra i motivi che frenano l’utilizzo del bike sharing in centro è l’assenza di strade sicure per la bicicletta, nonchè il costo d’uso e la lungaggine della prassi che di fatto ne impedisce l’uso a molti turisti.
Per utilizzare il servizio, in prova da gennaio per sei mesi, è infatti necessario iscriversi presso i PIT abilitati (Punti di Informazione Turistica) che rilasciano, dopo aver versato un deposito cauzionale di 30 euro, l’apposita tessera elettronica, la smartcard. Se la prima mezz’ora è gratuita, la seconda costa un euro, la terza due, la quarta quattro e via aumentando! Guai quindi per chi parcheggia la bici fuori dai 19 punti di distribuzione. Per chi non li trova, c’è un numero verde dedicato, 800.910658, peccato che chi risponde non è di Roma e non ne conosce le vie.
"A Ferrara il servizio è molto più agibile – dice Alemanno Barsocchi dell’associazione Ostia in Bici XIII – basta comunicare nome, cognome, numero della carta d’identità e il gioco è fatto."
A Barcellona il bike sharing è esteso a tutta la città, che di conseguenza è piena di piste ciclabili funzionali, non certo come quella sulla Togliatti, uno scempio "inutilizzabile, costato 80 mila euro a chilometro" – sottolinea Claudio Perazzini del gruppo Sport Natura.
La nuova usanza romana è quella di costruire piste ciclabili sui marciapiedi, creando disagi e pericoli per entrambe le categorie, ciclisti e pedoni. E poi non bisogna lasciarsi ingannare: "i marciapiedi larghi con numerosi saliscendi non sono solo per carrozzelle, passeggini e biciclette, ma soprattutto per i motorini, a pagina 107 del piano generale traffico urbano del Comune – precisa De Russis – è regolato il parcheggio delle due ruote sui marciapiedi, a via Raimondi sono state già disegnate anche le strisce." Sembra che per i pedoni non ci sia più tregua neppure sui marciapiedi.
Ultimo argomento trattato, ma non di minore importanza, è stato il grande itinerario del Tevere da Roma a Ostia. Putroppo sembra che "nonostante le raccolte di firme e le manifestazione, la pista ciclabile voglia essere proseguita sull’argine destro del fiume- spiega Barsocchi – condurre a Fiumicino e servire così una zona a ridotta urbanizzazione. Vitinia, Centro Giano, Casal Bernocchi e Acilia invece sono zone densamente abitate, la pista attraverserebbe bellezze archeologiche e naturali, dove c’è già il progetto di un parco naturale che senza pista diventerebbe un’altra cattedrale nel deserto, e infine raggiungerebbe Ostia Antica e il mare. Nell’attesa di questa a Ostia è stata costruita una ciclabile di 3 km che ha peggiorato la qualità del lungomare nelle giornate domenicali. Da un marciapiede largo 8 metri, si sono ricavati una pista ciclabile larga 1,80 metri, un marciapiede da 1,50 metri e una serie di parcheggi a spina. Indescrivibile è il caos tra chi vuole camminare, chi pedalare e chi parcheggiare."
L’associazione Biciebike ha colto l’occasione per presentare il suo programma autunnale di appuntamenti in bicicletta. Si comincia domenica14 settembre alle 9:30 davanti alla metro CircoMassimo, dopo la pedalata, ci sarà la visita guidata al Museo etrusco di Valle Giulia.
Gli altri incontri saranno presto inseriti nel sito www.biciebike.org.
E’ possibile contattare l’associazione anche via mail, [email protected], o telefonicamente 3339091238 – 3332959181.
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