

Al via in Sala Tevere la tre giorni sulla rigenerazione urbana sostenibile in cooperazione con Polonia, Spagna, Belgio, Lituania e Lettonia
Superare una volta per tutte la visione miope dell’urbanistica intesa come semplice colata di cemento o speculazione edilizia, per restituire centralità sociale, economica ed ambientale alle aree interne ed ai piccoli e medi comuni del territorio.
È il principio politico al centro della tre giorni inaugurata presso la Sala Tevere della Regione Lazio, dedicata alla presentazione dei risultati finali ed alla condivisione delle “buone pratiche” del progetto europeo “InterRevita”.
L’iniziativa – promossa nell’ambito del programma di cooperazione transnazionale Interreg Europe (programmazione 2021-2027) – vede la Regione Lazio schierata come partner strategico al fianco di amministrazioni pubbliche di Polonia (Nowy Dwór Mazowiecki), Spagna (Navarra), Belgio (Roeselare), Lituania (Šilutė) e Lettonia (Jelgava).
Ad aprire i lavori è stato il seminario organizzato dalla Direzione Urbanistica e Politiche Abitative. Tra i relatori figurano la dirigente Cristiana Pimpini — che ha illustrato i modelli della Nuova Bauhaus Europea per lo sviluppo locale — e l’architetto ed esperto urbanista Francesco Nigro.
A tracciare le linee guida dell’amministrazione regionale è stato l’Assessore all’Urbanistica, Lavoro e Scuola, Alessandro Calvi: «Rigenerare significa ricucire il tessuto sociale ed economico delle nostre comunità e trasformare le fragilità dei territori a rischio isolamento in opportunità di sviluppo. La Regione deve agire come regista e facilitatore, connettendo le linee di finanziamento europee, nazionali e regionali con i bisogni reali di cittadini ed imprese. Con la legge regionale 12/2025 abbiamo restituito centralità decisionale e strumenti flessibili ai Comuni, che conoscono da vicino i propri quartieri».
Sulla complementarietà tra cantieri di ricostruzione e servizi di prossimità è intervenuta anche l’Assessora ai Lavori Pubblici ed alla Viabilità, Manuela Rinaldi: «La sfida del Lazio è guardare al futuro senza perdere l’identità dei borghi storici. Attraverso il Piano Straordinario di Ricostruzione non vogliamo limitarci a ricostruire ciò che è andato distrutto, ma creare le condizioni di sicurezza, accessibilità ed attrattività per fare in modo che i cittadini continuino a vivere ed investire nei propri territori».
I dati ed i dossier contabili elaborati nel corso della Riunione del Comitato Direttivo chiuderanno ufficialmente la fase amministrativa del programma europeo, fornendo i modelli operativi per le prossime delibere di giunta in materia di edilizia pubblica e rigenerazione urbana.
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