Categorie: Politica

Piero Ambrosi, ecco le mie proposte

Nato a Tivoli, cattolico e padre di 4 figli, è candidato a Roma nelle liste del Partito Democratico

Piero Ambrosi, 52 anni, nato a Tivoli, cattolico e padre di 4 figli, è candidato a Roma nelle liste del Partito Democratico. Assessore Provinciale di Roma nella Giunta Fregosi tra il 1996 ed il 1998, con deleghe alla Protezione Civile, agli Enti Locali ed ai Lavori Pubblici, e nella Giunta Gasbarra tra il 2003 ed il 2008, con delega alle Politiche della Viabilità, è stato il primo Segretario regionale della Margherita del Lazio tra il 2001 ed il 2004, dal 3 luglio 2009 è diventato presidente di COTRAL Patrimonio, carica dalla quale si è dimesso una volta accettata la candidatura per il Consiglio regionale.

Ambrosi, lei ha recentemente invitato la Bonino a concentrarsi sul programma…

“In queste ore, dopo l’approvazione del vergognoso decreto del Governo che riammette le liste del Pdl, è giusto portare avanti questa battaglia di diritto, ma non scordiamoci che per vincere le elezioni la nostra campagna è più efficace se condotta sul terreno delle idee e delle proposte per lo sviluppo del Lazio, rilanciando con maggiore forza i nostri programmi per far fronte alla grave crisi economica che colpisce le famiglie, le nostre idee per i giovani, per il lavoro, per la cultura, l’innovazione, la ricerca, la formazione, la sanità, schierandoci al fianco degli anziani, i precari, i malati, e quanti sono esclusi da un sistema che non riconosce meriti e bisogni, un numero enorme di cittadini che hanno tanti ed altri problemi, e a cui la disputa sulle liste elettorali potrebbe non interessare”.

Qual è la sua proposta sulla sanità?

“Il futuro piano sanitario regionale dovrà garantire la qualità dei Livelli Essenziali di Assistenza assicurando universalità ed equità al sistema, rendendolo efficiente con il riequilibrio dell’offerta ospedaliera a favore delle strutture sul territorio, e trasformando gli ospedali minori in RSA, centri per la riabilitazione e per la prevenzione, presidi sanitari plurispecialistici, residenze per lungodegenti e Hospice. Allo stesso modo è necessario ridisegnare i confini delle Asl riducendole e riequilibrando la disponibilità di posti letto per le aree meno dotate; potenziare i servizi territoriali al fine di realizzare servizi di reale prevenzione per i cittadini; affidare alle Asl riorganizzate la gestione dei servizi sociali; valorizzare, nei territori lontani dai presidi sanitari, le risorse delle farmacie convenzionate e pubbliche e le relative potenzialità assistenziali”.

I cittadini chiedono misure per far fronte alla crisi che colpisce le famiglie…

“Bisogna estendere il reddito d’inserimento, aumentare gli asili nido per andare incontro alle donne e alle famiglie che lavorano, creare nuove figure professionali, investire sui giovani, l’innovazione, la ricerca, sostenendo gli anziani, i precari, i malati. Sarà mio impegno perseguire una politica dello sviluppo che consenta il riconoscimento del merito, fornendo a tutti l’opportunità di migliorare la propria formazione, affermando soluzioni legislative e politiche regionali mirate alla valorizzazione delle potenzialità presenti nei territori e nei settori, promuovendo un’efficace politica del lavoro a favore delle imprese”.

Il Lazio, tante comunità molto differenti…

“Occorre risolvere il problema degli squilibri territoriali storici attivando una più forte cooperazione tra le varie aree della regione che punti al riconoscimento ed alla valorizzazione dei caratteri e delle specificità di ciascuna area, sostenendo i sistemi produttivi locali e attuando il pieno decentramento. Sarà un impegno prioritario anche la valorizzare delle autonomie dei territori e dei Municipi di Roma, che devono diventare Comuni metropolitani, per creare le condizioni di uno sviluppo economico che non sia gonfiato, ma legato alle peculiarità delle nostre comunità”.

La mobilità a Roma, che fare?

“Sono uno dei moltissimi nuovi cittadini metropolitani, un universo di persone che, come me, si muovono quotidianamente tra Roma e la provincia. Ecco, credo che uno dei miei primi impegni una volta eletto in Consiglio regionale, sarà quello di liberare i cittadini dallo stress e dal collasso della mobilità, unendo di più Roma e la provincia, restituendo tempo alla vita di milioni di persone, completando le grandi infrastrutture trasversali, realizzando nodi d scambio fuori dalla cinta urbana del GRA, rafforzando il trasporto su ferro”.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento