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Pigneto: dopo rivelazioni di “Ernesto”, giunta Alemanno rifletta su costituzione parte civile

Mollicone e Rinaldi: la sinistra chieda scusa al sindaco e la smetta con la “cronaca fantasy” anche sui fatti della Sapienza

Riceviamo e pubblichiamo:

“Quanto apparso il 29 maggio 2008 in un noto quotidiano chiude definitivamente le speculazioni politiche in merito ai gravi fatti del Pigneto. L’uomo intervistato confessa infatti di essere l’autore del raid e, a sorpresa, di essere talmente di sinistra da avere un Che tatuato sul braccio, ma di essersi fatto giustizia sommaria per un senso di esasperazione che prevale tra i residenti del Pigneto. ‘Ernesto’, così vien chiamato l’uomo, sottolinea l’assoluta inesistenza della motivazione razzista e addirittura politica prendendo le distanza anche dal gruppo di ragazzi che lo avrebbero spontaneamente aiutato; un atto che, se pur condannabile come ovvio, costringe i centri sociali e la stampa progressista, financo gli esponenti locali e nazionali, a chiedere scusa al sindaco Alemanno che ha dimostrato sensibilità istituzionale”, è quanto hanno dichiarato Federico Mollicone, consigliere comunale PdL Daniele Rinaldi, consigliere VI municipio PdL.

“A questo punto – continuano Mollicone e Rinaldi – chiediamo alla giunta di riflettere prima di confermare la costituzione di parte civile, visti i contorni pochi chiari della vicenda e l’ipotesi di un circuito di ricettazione che pare emergere dall’intervista. Lasciamo che la magistratura faccia serenamente l’indagine e stabilisca le reali responsabilità”.

Concludono i due esponenti: “In realtà il famigerato clima di violenza e tensione che si respinta in città è stato montato ad arte da un sinistra in cristi storica d’identità che cerca di mettere in discussione un clamoroso risultato elettorale attraverso la logora formula della criminalizzazione dell’avversario, collegando fatti ed evidenza che nulla hanno a che vedere tra di loro e falsificando la realtà, come sta emergendo anche nei fatti della Sapienza che ha visto un processo per direttissima concludersi con una condanna per rissa e non per aggressione. Sentenza che certo non sminuisce la gravità e la condanna da parte nostra della violenza politica, ma che cambia la ‘cronaca fantasy’ che stiamo vedendo in questi giorni sui giornali di sinistra a partire dall’Unità”.


Federico Mollicone, consigliere comunale PdL
Daniele Rinaldi, consigliere VI municipio PdL

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