

Oltre 3.500.000 di mc. residenziali, direzionali e commerciali a Torrespaccata, Romanina, Cinecittà Est ed Anagnina
Si temeva la pioggia è arrivata la grandine. Parliamo di metri cubi di mattoni e cemento. Secondo le controdeduzioni varate dalla Giunta comunale si dovrebbe triplicare a Torrespaccata (centralità) passando da mc. 400.000 a 1.100.000 e raddoppiare a Romanina da mc. 730.000 a 1.329.392. Se a ciò aggiungiamo mc. 640.000 del piano di trasformazione di Cinecittà Est (area di 35 ha, situata dopo l’American Express), anche se fuori dall’attuale proposta di Piano, si arriva a un totale di 3.069.392 al netto dei Programmi integrati residenziali e per attività (6), del Piano di zona residenziale Anagnina 1 in via Campo Romano-Ponte Linari (mc. 180.000) e di altre cose ancora
Nei prossimi anni, perciò, nel solo quadrante del X Municipio verranno a cadere oltre 3.500.000 di mc. residenziali, direzionali e commerciali oltre a quello che già è arrivato dal ’97 in poi: 1 milione e mezzo di mc. di abitazioni residenziali e svariate centinaia di migliaia di mc. di commerciale e direzionale.
Quindi addio al progetto del "Pratone" elaborato dai cittadini di Torrespaccata e Cinecittà e firmato da 5000 persone, addio agli ultimi lembi di agro romano al di qua e al di là del GRA. Addio, in sostanza, a tutto il lavoro che ha visto in questi tre anni impegnati i comitati di quartiere, le associazioni del territorio e anche il Municipio. Si è tornati infatti a prima del pronunciamento dei Consigli municipali. Come riformismo popolare non c’è male.
Ma non tutto è perduto. La proposta dovrà ancora passare nei Municipi per un parere consultivo ma politicamente significativo, nella commissione urbanistica comunale e nel Consiglio capitolino prima del varo definitivo. I cittadini sono intenzionati a far valere le loro ragioni mettendo in campo una forte e visibile mobilitazione.
Pensano che le ragioni dell’ambiente, della salute, della sostenibilità, della qualità della vita nei quartieri superdensamente edificati dovrebbero prevalere su quelle del mercato senza regole e sulla rendita speculativa dei costruttori soliti noti. Almeno per degli amministratori democratici e di sinistra. O no?
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