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Poesie vomitate contro la turbogas

Aprilia 13 maggio alle 18,30: nove poeti alla protesta contro la centrale termoelettrica

La poesia può uscire da cornici estetizzanti e suggestive e diventare un atto di moderno civismo: questo l’intento di “Poesie vomitate contro la Turbogas”, che domenica 13 maggio 2007 dalle 18:30 darà voce al presidio permanente allestito dalla “Rete dei cittadini contro la Turbogas”ad Aprilia, in località Campo di Carne.

Un atto di malessere, ma anche un atto simbolicamente aggressivo, concepito per esprimere la ferma disapprovazione nei confronti di una politica energetica altamente nociva per la salute: una centrale termoelettrica a gas emette ossidi di azoto, monossido di carbonio, polveri sottili e anidride solforosa causa di tumori, leucemie e malattie polmonari per un raggio di circa 30 chilometri.

Ecco i nove poeti scesi in campo contro la costruzione di una pericolosa centrale termoelettrica a gas: Ugo Magnanti, ideatore della performance, insieme a Vitaldo Conte, Alessandro D’Agostini, Bianca Madeccia, Ugo Magnanti, Antonio Rezza, Sparajurij, Francesca Spessot, Angelo Zabaglio.

Un gruppo composto da personalità artistiche con esperienze anche molto diverse tra loro: Ugo Magnanti e Bianca Madeccia, entrambi reduci da numerose pubblicazioni e dalle letture itineranti fra le discariche abusive “Otto poeti nell’immondizia” come anche Angelo Zabaglio, vincitore di numerosi reading poetici.

Ci saranno anche Antonio Rezza, autore di un romanzo in versi, di opere teatrali, di corti e lungometraggi; l’umanità periferica, cruda, emarginata di Francesca Spessot, la poesia lineare e verbo-visuale di Vitaldo Conate, professore di storia dell’arte e curatore di mostre.
Non mancheranno i contestatori di professione, come il gruppo Sparajurij di Torino o Alessandro D’Agostini, conduttore televisivo, radiofonico, autore del libro di poesie “Rivelazione” e fondatore del movimento artistico d’Avanguardia “Giovani Poeti d’Azione”, che consegno una bara agli esponenti del Centro Internazionale di poesia ‘Eugenio Montale’ con scritto “Morte della poesia”.

Un atto di malessere, ma anche un atto simbolicamente aggressivo, concepito per esprimere la ferma disapprovazione nei confronti di una politica energetica altamente nociva per la salute: una centrale termoelettrica a gas emette ossidi di azoto, monossido di carbonio, polveri sottili e anidride solforosa causa di tumori, leucemie e malattie polmonari per un raggio di circa 30 chilometri.

L’evento è stato patrocinato, ad Anzio, dalla Libreria Italiana, dal Caffé Grand’Italia, e dall’Agenzia di viaggi “Tuttotondo”, e a Nettuno dalla Libreria Fahrenheit 451, esercizi sempre sensibili a manifestazioni che coinvolgano la salvaguardia della salute, dell’ambiente e della cultura, e che in questo caso hanno reso possibile la venuta nell’Agro dei performer di Torino e di Trieste.

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