

La commissione regionale ne discuterà il 5 ottobre. Approvata in Provincia una mozione contraria alla legge Tarzia
Continuano le proteste sulla legge della consigliera regionale Olimpia Tarzia (Lista Polverini) sulla riforma dei consultori nel Lazio che prevede contributi alle associazioni private e una maggiore tutela della famiglia. Oggi, 5 ottobre, ne discuterà la commissione regionale competente ma intanto già promette battaglia tutta l’opposizione che non risparmia critiche, da Lista Bonino Pannella al PD (Partito democratico), da Sinistra Ecologica e Libertà all’IDV (Italia dei Valori), fino ai Socialisti.
La legge viene accusata di essere anticostituzionale.
Secondo la leader dei Radicali Emma Bonino, la legge va fermata, “non è più sufficiente solo raccogliere firme, ma entro fine ottobre, al massimo ai primi di novembre, se non riusciamo a bloccare il testo scenderemo in piazza, perché, oltre ad essere incostituzionale è ingiusta visto che parla di famiglia naturale fondata solo sul matrimonio”.
La Bonino ascolta anche le polemiche che arrivano dalla Assemblea Permanente delle donne, che vedono nella legge affermazioni pericolose anche sul piano democratico al limite dell’eversivo: “non la famiglia, infatti ma la persona sta al centro della nostra Costituzione, che ne tutela diritti e doveri; è la persona il soggetto di diritto. Questa visione della famiglia, codificata addirittura in un testo di legge, richiama quella del tempo fascista, quando serviva a garantire la megalomania misogina e militaresca del duce, e finì come finì. Qui viene riproposta in salsa confessionale integralista, con esiti tragici oggi come allora per la libertà e l’autonomia innanzitutto delle donne, ma anche della società nel suo complesso”.
Olimpia Tarzia, nella sua relazione introduttiva, invece, aveva dichiarato: “La proposta nasce dall’esigenza di ridare ai consultori una connotazione sociale che si è andata perdendo nel tempo mentre è rimasta quella sanitaria” e sul tema dell’aborto Tarzia ha sottolineato che la finalità principale è la tutela sociale della maternità: “La proposta di legge non va ad intaccare la 194, piuttosto rende obbligatoria la parte preventiva della 194 che di fatto non è stata mai applicata quando parla della possibilità di offrire alternative all’aborto. Le donne oggi, hanno la possibilità di abortire. Noi vogliamo dar loro la possibilità di non abortire”.
Giulia Rodano, consigliera regionale del centro sinistra (IDV), sostiene: “Chi pensa che i consultori siano luoghi dove andare ad abortire si sbaglia: su 55 mila bambini nati nel Lazio, 14 mila gestazioni sono state seguite dai consultori e su 163 mila straniere in età fertile circa 80 mila si sono rivolte a queste strutture”.
Giulia Rodano lancia anche un appello a Renata Polverini: “I consultori andrebbero aiutati economicamente e sostenuti, perché lo scorso anno un terzo delle mamme dei 55mila nati nel Lazio sono state seguite da queste strutture. I consultori soffrono per numero sedi ed è una continua offesa al nostro modo di lavorare”.
Ultimo appunto dell’opposizione: “La legge costerebbe 100 milioni di euro, ha spiegato il consigliere regionale Luigi Neri, ed è insostenibile a patto che non si smonti tutto il welfare regionale”.
Intanto il Consiglio provinciale ha approvato una mozione, presentata dalla presidente della commissione provinciale delle Elette Roberta Agostini (Pd), che vuole ritirare la proposta, conservare la legge194 e rafforzare la rete dei consultori pubblici.
L’approvazione di questa mozione ha generato una dura reazione da parte del consigliere regionale del Popolo delle Libertà Federico Iadicicco: “La proposta di riforma della Tarzia è in linea con la legge 194. Mentre per Renata Polverini: “lo spirito della riforma sarà quello di dare ai consultori un ruolo più rivolto alle famiglie, come previsto dalla legge194”.
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